Claudio Cecchetto/ “La trap in Italia sono Ghali e Sfera Ebbasta”

- Emanuele Ambrosio

Claudio Cecchetto tra i protagonisti di “Techetechetè” su Raiuno. A lui si deve la scoperta di Jovanotti, Fiorello, Amadeus e Max Pezzali

claudio cecchetto 2018 facebook 640x300
Claudio Cecchetto (Facebook)

Claudio Cecchetto è tra i protagonisti di “Techetechetè” su Raiuno. Nella puntata di oggi, giovedì 13 agosto 2020, spazio anche al produttore discografico e dj che ha scoperto personaggi del calibro di Jovanotti, Fiorello, Amadeus, Max Pezzali, Gerry Scotti, Fabio Volo e tanti altri. Cecchetto è il fondatore di Radio Deejay, ma anche produttore musicale di tantissimi artisti e conduttore televisivo. Giovanissimo, a soli 28 anni, ha presentato il Festival di Sanremo e poco dopo si è concentrato sulla musica lanciando meteore delle musica come Tracy Spencer, Taffy, Sandy Marton, i Finley. Intervistato da Luz, il produttore discografico ha parlato dell’attuale situazione della musica italiana dicendo: “di musica pop ne è stata fatta tantissima e bellissima, e quindi capisco che per le nuove generazioni diventi sempre più difficile fare musica. Io faccio sempre l’esempio da dj: se negli anni ’80 dovevi fare una festa, ti preparavi un paio di giorni prima e andavi nel negozio di dischi a cercarti le novità. Se devi fare una festa stasera, hai già tutto in casa. Non è che la musica è in crisi, perché mai come in questi anni tu senti in giro tanta musica, è ovunque. Ma non è neanche una crisi di idee. Forse la musica sta tornando ad essere quello che era una volta quando gli artisti facevano musica per piacere, mentre purtroppo c’è stato un periodo negli anni ’90 che si faceva la musica solo per fare successo”.

Claudio Cecchetto: “la trap servirà a contaminare il pop”

In particolare Claudio Cecchetto si è poi concentrato sulla ricerca dei giovani di sfondare nell’ambito musicale, in alcuni casi, solo per ricerca di visibilità e fama: “è inevitabile. Se ami la musica la devi fare perché ti piace, non perché vuoi diventare famoso. È quello che accadeva quando nel ‘700 i saltimbanchi andavano in giro e facevano musica. Invece c’è stato un periodo in cui si entrava nel mondo della musica per fare il disco e magari non eri neanche tu che cantavi. Per fortuna questa cosa è morta, anche perché, appunto, il successo e i soldi non li fai con i dischi, ma con i live. E allora lì devi essere bravo davvero. La gente oggi ha bisogno di un altro tipo di esperienza, ha bisogno dell’aggregazione, di condividerla”. Impossibile non parlare della nuova frontiere del rap: “quello che ha colpito i giovanissimi sono questi pensierini invece dei temi duri e tragici del rap, e anche a livello di look c’è una maggior ricchezza di stili, colori e invenzioni. Quindi lo comprendo il successo che ha tra i giovani. Comunque noto che nelle ultime interviste ai trapper alla domanda “Tu fai trap?” loro rispondono “No!”. Soffermandosi poi sul concetto di trap ha detto: ” credo che la trap servirà a contaminare il pop, cioè il pop dovrà tener conto di questo tipo di fenomeno. La trap è più un’atmosfera, sono tanti suonini, ma poca musica, e quindi ha bisogno di un’evoluzione. Comunque per il momento la trap in Italia sono Ghali e Sfera Ebbasta”. Infine una riflessione sul fatto che oggi in molti giovani artisti manchi il coraggio: “per emergere devi cercare di spettacolarizzare il quotidiano, creare piccole cose che facciano divertire le persone, perché poi sono loro, attraverso il passaparola sui social, a renderlo notiziabile. C’è talmente tanto passaparola che sono nate le fake news, perché uno dice, eh vedi, quella notizia è già stata passata, aspetta che me ne invento una, pur di notiziare”.







© RIPRODUZIONE RISERVATA