Claudio Noce, il figlio di Alfonso Noce/ Giovane ma ambizioso regista di Padrenostro

- Ilaria Macchi

Il regista Claudio Noce con il film “Padrenostro” ha voluto raccontare la sua esperienza da bambino in occasione dell’attentato del padre Alfonso Noce

Claudio Noce e Pierfrancesco Favino (Foto | Rai)
Claudio Noce e Pierfrancesco Favino (Foto | Rai)

Claudio Noce è il figlio di Alfonso Noce, vice questore negli anni Sessanta e Settanta a Roma che fu vittima di un attentato terroristico. L’uomo, quando era bambino, assistette dal balcone al tentativo fallito di uccidere il padre portato avanti dal Nucleo Armato 29 ottobre. Un ricordo ancora vivido nella sua mente a distanza di anni. La storia vera è diventata un film, raccontata proprio dal punto di vista dell’allora ragazzino, che oggi è diventato un regista affermato. La pellicola in questione è “Padrenostro“, con protagonista Pierfrancesco Favino, il quale interpreta proprio l’allora responsabile dei servizi di sicurezza all’interno del nucleo della regione Lazio contro il terrorismo. Ha già ricevuto tante onorificenze.

Prima di Padrenostroperò per Claudio Noce erano arrivate tante soddisfazioni nell’ambito dei cortometraggi. Nel 2005, ha vinto il David di Donatello e il Nastro d’argento con Aria, oltre che l’European Film Award. Nel 2007 il suo Adil e Yusuf è in concorso nella sezione cortometraggi alla 64ª Mostra del cinema di Venezia e viene nuovamente candidato al David di Donatello. Con Good Morning Aman è stato candidato invece come miglior regista esordiente al David di Donatello e i nastri d’argento.

Claudio Noce e la scelta di Pierfrancesco Favino per “Padrenostro”

Padrenostro”, al di là della carriera illustre seppure agli albori del regista Claudio Noce, è probabilmente già diventato il suo più importante successo, anche perché ad esso è legato personalmente. È una vera e propria storia di vita. A raccontarlo è stato lui stesso. “Il cuore del film nasce da un respiro decisamente autobiografico, da una storia accaduta alla mia famiglia e a mio padre che era un responsabile dell’Antiterrorismo per l’Italia centrale e che subì un attentato (per fortuna non mortale) da parte dei NapMio fratello, che era in casa con mia madre vide tutto dal balcone. Parto da quello sguardo di quel bambino a cui è stata sottratta l’infanzia per poi allargarmi e allontanarmi dalla storia per raccontare altro”, ha detto a Sky Tg24.







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