CLIMA/ L’ondata di gelo è davvero colpa del riscaldamento causato dall’uomo?

- Giovanni Passali

In un servizio del Tg1 le recenti ondate di gelo causate da un vortice polare sono state associate al riscaldamento climatico causato dall’uomo

ghiaccio 2019 pixabay 640x300
(Pixabay)

Tg1 di sabato 16 gennaio, edizione delle ore 20, orario di punta. Al minuto 28 parte un servizio dal titolo “Clima estremo” e viene presentato così dalla conduttrice: “L’allarme di Greenpeace: dagli Stati Uniti all’Asia in arrivo un freddo eccezionale. Paradossalmente la causa è il riscaldamento globale”. Beh, più che un paradosso, è un’impossibilità fisica, a meno che non intervenga un fattore esterno. Parte il servizio che illustra una serie di ondate di gelo capitate in questi giorni in diverse zone del mondo, dove si sono toccate temperature record, fino a meno 50 gradi. Ora, che un’associazione ambientalista trucchi le informazioni pro domo sua (se non ci fossero emergenze ambientali, certe associazioni ambientaliste perderebbero la loro ragione d’essere) non deve meravigliare molto. Ma che il Tg1, nell’orario di massima punta si faccia portavoce e megafono di certe menzogne, lascia veramente basiti. Ma questo è niente, perché hanno fatto intervenire l’esperto di turno a confermare la cosa: l’ondata di gelo è colpa del riscaldamento globale.

Chiariamo dunque il primo fatto banale: un conto è il meteo, un altro è il clima. Il meteo si occupa del tempo di oggi e di quello dei prossimi giorni. Il clima si occupa dei grandi cambiamenti climatici, quelli che vanno da alcuni decenni ai secoli e fino ai millenni, cioè si occupa anche delle ere glaciali. Quindi in una fase di “riscaldamento globale” ci può stare benissimo un’ondata di gelo di alcuni giorni o alcune settimane (e viceversa, in un’epoca di raffreddamento globale) e non è “colpa” di nessuno. Grazie a Dio il clima cambia, da sempre. E il meteo pure!

Ma veniamo alla “chicca”, cioè alla spiegazione data dal Tg1. “Il surriscaldamento della parte più alta dell’atmosfera ha cambiato il Vortice Polare”. Iniziamo a dire che l’atmosfera è suddivisa in cinque zone: troposfera, stratosfera, mesosfera, termosfera ed esosfera. Quella che si è “riscaldata” è la stratosfera. La troposfera è fascia più a contatto con la terra e si estende dagli 8 km (ai poli) ai 20 km (all’equatore), mentre la stratosfera arriva fino ai 50 km di altitudine. Ovviamente l’attività umana può influire in qualche modo sulla parte più bassa della troposfera, dove noi stessi risentiamo chiaramente di eventuali inquinamenti e “cambiamenti” provocati dall’uomo. Ma pensare che l’uomo riesca a influenzare la stratosfera (dai 10 km in su) è letteralmente impossibile.

Oltretutto non stiamo parlando di una variazione di qualche grado, stiamo parlando di aumenti di 30-50 gradi che vengono in questi giorni misurati nella stratosfera.

Pare a voi possibile che l’attività umana sia responsabile di un aumento di una simile entità a 20-50 km di altitudine? Non vi sembra che, se poi fossimo capaci, per fantastica ipotesi, di provocare un simile cambiamento nella stratosfera, allora dovremmo avere un simile cambiamento (30-50 gradi di aumento!) anche nella sottostante troposfera?

Allora, cosa ha riscaldato tanto la stratosfera? Pur nell’ignoranza di tanti fenomeni che accadono nell’atmosfera, una cosa è chiara: la stratosfera è la fascia dove, per fortuna, c’è molto ozono (ricordate la storia del “buco dell’ozono”?) che impedisce ai raggi solari dannosi per la vita (quelli ultravioletti) di arrivare sulla terra. Tali raggi colpiscono l’ozono separando le tre molecole di ossigeno e provocando un certo riscaldamento: infatti la stratosfera è l’unico strato nel quale la temperatura cresce (di poco) all’aumentare della distanza dalla terra. Quindi la principale causa del riscaldamento della stratosfera è il Sole. E può capitare che, anche in una fase di minimo solare come l’attuale, un aumento di vento solare provochi un aumento di temperatura della stratosfera, magari favorito da qualche altro fenomeno ancora poco noto. E capita che magari venga riscaldata in particolare una zona della stratosfera che si trovi sopra il polo nord e allora il Vortice Polare viene separato in due (proprio come sta accadendo in questi giorni) e che grandi masse d’aria gelida vengano sospinte verso regioni più basse, provocando crollo delle temperature, gelate e abbondanti nevicate.

Ora, se le dinamiche solari influenzano tanto il clima sulla terra, sarebbe interessante indagare quanto questo abbiano influito sul riscaldamento oggettivo avvenuto nella seconda metà del secolo scorso. Sarebbe interessante, ma non credo lo sapremo dai Tg nazionali: potrebbe mettere in secondo piano il mantra del (presunto) riscaldamento globale causato dall’uomo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA