“Coca Cola ha nascosto legame obesità e bibite gassate”/ PHN: “Scienziati complici”

- Davide Giancristofaro Alberti

La Coca Cola avrebbe pagato degli scienziati per non collegare la sua bevanda zuccherata all’obesità, una delle malattie più diffuse negli Stati Uniti

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Coca Cola (Web, 2020)

La Coca Cola avrebbe pagato alcuni scienziati per ridurre al minimo l’associazione fra la nota bevanda zuccherata e il rischio di obesità. E‘ questo quanto pubblicato dalla rivista Public Health Nutrition, citata dai colleghi di Sputnik in data 7 agosto. Il presunto pagamento sarebbe avvenuto nel periodo che va dal 2013 al 2015, e tale accusa sarebbe giunta dopo che un team internazionale di ricercatori ha analizzato più di 18mila pagine di email fra la nota multinazionale di Atlanta che produce la bevanda più famosa al mondo, e le università del Colorado e del West Virginia, due atenei facenti parte del Gebn, il Global Energy Balance Network, un’organizzazione senza scopo di lucro che studiava l’obesità, operante nel biennio 2014-2015. Peccato però che proprio questo gruppo, come scrive appunto PHN, sia stato finanziato a sua volta dalla Coca Cola, finendo alla fine per sottolineare che il mancato esercizio fisico fosse la principale causa di obesità negli Stati Uniti, e non la cattiva alimentazione (assunzione di bevande gasate comprese).

COCA COLA HA PAGATO GLI SCIENZIATI: IL COMMENTO DI GARY RUSKIN

Sempre secondo la rivista, il Gebn avrebbe nascosto il fatto che Coca Cola finanziasse la loro ricerca, e nel contempo anche le loro donazioni, nel dettaglio si parla di 1.5 milioni di finanziamenti, e diversi milioni agli accademici affiliati. “È una macchia nella storia della salute pubblica – commenta Gary Ruskin, uno degli autori della ricerca – e un avvertimento sui pericoli derivanti dall’accettazione di fondi da corporazioni nella sanità pubblica. La classica tattica del tabacco – ha aggiunto – per proteggere i propri profitti”. Ruskin si è poi sbilanciato di più dicendo: “Avere studiosi di sanità pubblica in una “famiglia di posta elettronica” (una rete di ricercatori creata ad hoc per sostenere la causa ndr) con Coca-Cola è come avere criminologi in una famiglia di posta elettronica con Al Capone”. Vedremo se la multinazionale di Atlanta replicherà a queste gravi accuse, fornendo la propria versione dei fatti.

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