Codacons vs Conte su Cura Italia/ “Fisco, disparità trattamento a danno contribuenti”

- Silvana Palazzo

Codacons, lettera al premier Giuseppe Conte sul decreto Cura Italia: “Ci ascolti su Fisco”. Chiesto intervento per sanare “disparità trattamento a danno dei contribuenti”. Ecco su cosa…

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Giuseppe Conte e Roberto Gualtieri (LaPresse)

Clima incandescente a Palazzo Chigi. Sono diversi i casi finiti sul tavolo del premier Giuseppe Conte, così come l’avviso di garanzia per le denunce relative all’emergenza Covid. Ma anche il Fisco è un tema caldo per il presidente del Consiglio. Lo dimostra la lettera inviata dal Codacons a Conte e ai presidenti di Camera e Senato, in cui si chiede di essere ascoltati e di sanare alcuni aspetti relativi al decreto “Cura Italia” che causerebbero disparità di trattamento ai danni dei contribuenti. A spiegarlo è Francesco Fredella. Il giornalista di Libero spiega che il Codacons fa riferimento all’art. 68 che parla di “sospensione dei termini di versamento dei carichi affidati all’agente della riscossione”. L’articolo in questione dispone che in merito ai piani di dilazione in essere alla data dell’8 marzo 2020 e ai provvedimenti di accoglimento emessi con riferimento alle richieste inviate fino al 31 agosto 2020, «gli effetti di cui all’articolo 19, comma 3, lettere a), b) e c), del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, si determinano in caso di mancato pagamento, nel periodo di rateazione, di dieci rate, anche non consecutive».

CODACONS, LETTERA A CONTE PER DECRETO CURA ITALIA

Il Codacons spiega cosa vuol dire tutto questo per i contribuenti in caso di mancato pagamento nel corso del periodo di rateazione: «Il debitore decade automaticamente dal beneficio della rateazione». Di conseguenza, l’intero importo iscritto a ruolo che è dovuto diventa subito e in maniera automatica riscuotibile in un’unica soluzione. Si può ottenere una nuova rateizzazione solo se «all’atto della presentazione della richiesta, le rate scadute alla stessa data sono integralmente saldate». Per il Codacons, dunque, questa norma appare globalmente «meno agevolativa di quella relativa ai debiti per i quali, alla data del 31 dicembre 2019, si è determinata l’inefficacia delle definizioni di cui agli articoli 3 e 5 del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, all’ articolo 16-bis del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, e all’ articolo 1, commi 190 e 193, della legge 30 dicembre 2018, n. 145». In questi casi, infatti, l’art. 68 comma 3 bis del decreto legge 18/2020 dispone che possano essere accordate nuove dilazioni anche fino a 72 o in alcuni casi 120 rate. Da qui, la posizione del Codacons che, secondo quanto riportato dal giornalista di Libero Francesco Fredella, ritiene che «in queste circostanze la disparità di trattamento è evidente». Il Codacons chiede dunque un nuovo intervento che garantisca la possibilità di presentazione di una nuova rateizzazione anche nel caso di mancato pagamento di oltre 10 rate dei piani di dilazione, senza previo integrale pagamento delle rate scadute.

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