Cognata stuprata e segregata nel pollaio per 1 mese/ Firenze “solo biscotti per cibo”

- Niccolò Magnani

Firenze, ex cognata rapita, segregata e stuprata nel pollaio per un mese: mangiava solo biscotti e acqua. Il coraggio della fuga e gli arresti

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Carabinieri (LaPresse)

Una storia che più la si legge più non ci si crede, specie per come sia stato possibile che nessuno abbia denunciato la scomparsa di questa signora rapita, segregata, stuprata e molestata per un mese intero all’interno di un pollaio nella provincia di Firenze: è accaduto proprio questo, come spiegano i carabinieri di Pontassieve coordinati dalla pm Beatrice Giunti, lo scorso settembre quando la donna – una 53enne fiorentina – è stata attirata con l’inganno in un pollaio nella zona di Val di Sieve da una coppia di fratelli che erano i suoi cognati (il suo ex marito era il terzo fratello, non sembra coinvolto nel piano criminale). Qui è stata legata con una branda metallica affinché non scappasse mentre a più riprese – raccontano gli investigatori – veniva picchiata con un tubo di plastica e poi stuprata in diverse occasioni. Dal racconto fatto dalla stessa 53enne, la donna veniva liberata solo due volte al giorno per mangiare acqua e biscotti, salvo poi ritornare nell’incubo legata e costretta a subire le peggio violenze dalla coppia di aguzzini. Dopo quasi un mese di segregazione inumana, la donna ha approfittato di un momento di assenza del suo ex cognato ed è riuscita a scappare dalla roulotte dove era stata portata per l’ennesima violenza sessuale: con coraggio è riuscita a fuggire, percorrendo più di 6 km nel bosco della Rufina prima di incontrare un passante a cui ha chiesto aiuto e un passaggio in automobile fino ai Carabinieri.

FIRENZE CHOC, SEGREGA E STUPRA L’EX COGNATA PER UN MESE

Il 55enne ex cognata è stato arrestato per aver sequestrato e abusato della donna e ora è accusato di sequestro di persona in concorso, lesioni, violenza sessuale, violenza privata, rapina e indebito utilizzo di carte di pagamento: già perché durante la segregazione, l’uomo con la complicità del fratello (anch’esso indagato per concorso in sequestro di persona) ha costretto la donna prima a scrivere una lettera all’ex marito (fratello dell’aguzzino, ndr) per informarlo che lei sarebbe partita per l’estero in modo da “giustificare” la scomparsa. Poi però obbligò anche la vittima a scrivere una delega alla compagna dell’aguzzino per poter utilizzare la carta di pagamento del Reddito di Cittadinanza, che la 53enne percepisce regolarmente: il gip Angela Fantechi ha disposto l’immediato obbligo di dimora per il fratello, al momento ritenuto complice del sequestro mentre è da monitorare il ruolo della compagna dell’arrestato, che appunto avrebbe utilizzato più volte la carta della vittima e resta difficile immaginare fosse all’oscuro di tutto quanto stava succedendo nel pollaio della sua casa di campagna.



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