Colleferro, giardino per Willy/ Ministra Dadone: “Volevo incontrare la famiglia”

- Davide Giancristofaro Alberti

La ministra Dadone presente oggi a Colleferro per l’inaugurazione del giardino dedicato a Willy: le parole dell’esponente del governo e quelle della mamma del giovane ucciso

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Willy insieme a un amico

C’era la ministra per le politiche giovanili, Fabiana Dadone, oggi a Colleferro, in provincia di Roma, per l’inaugurazione dei giardini dedicati al povero Willy, il ragazzo ucciso dopo essere stato massacrato di botte lo scorso mese di settembre 2020. Edoardo Lucarelli, inviato di Storie Italiane, è riuscito a intercettare la mamma di Willy, presente con la figlia, sorella della vittima: “Sono molto felice – le dichiarazioni della stessa donna – spero che serva a qualcosa per i giovani come punto di incontro e che capiscano che la violenza non serve a nulla, non porta a niente”.

Brevi anche le dichiarazioni rilasciate dalla ministra Dadone, intercettata anch’essa dai microfoni di Storie Italiane: “Quella di oggi è una giornata importante per ricordare Willy, un simbolo positivo”. Quindi l’esponente dell’esecutivo, in quota al Movimento 5 Stelle, ha aggiunto e concluso: “Ci tenevo a parlare con la famiglia, c’è una comunità positiva qui a Colleferro”. Intanto il prossimo 10 giugno inizierà il processo nei confronti dei quattro ragazzi indagati, i due fratelli Bianchi, quindi Francesco Belleggia e Marco Pincarelli.

COLLEFERRO, GIARDINO INAUGURATO A WILLY: “TUTTA L’ITALIA HA VISSUTO IL FATTO”

“Una giornata oggi molto importante – ha aggiunto Edoardo Lucarelli, inviato a Colleferro di Storie Italiane – era stato già stabilito che questo giardino venisse intitolato a Willy e oggi il tutto è stato formalizzato con la ministra nonché la mamma e la sorella”. L’inviato di Rai Uno ha parlato anche del recente pestaggio avvenuto sempre a Colleferro, due giorni fa, un 17enne massacrato di botte ed ora ricoverato in gravi condizioni in ospedale: “Il fatto di questo ragazzo ci fa ripiombare in quell’jncubo che tutta Italia ha vissuto fra il 5 e il 6 settembre del 2020, il ragazzo sta un po’ meglio ma le fratture sono gravi, il decorso prosegue, la sorella di uno dei due indagati ha detto di non accomunare la vicenda di suo fratello a quella dei ragazzi che hanno ucciso Willy, l’epilogo è stato per fortuna diverso ma leggendo le carte emerge comunque violenza”.



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