CALCIOMERCATO/ Juventus modello Antonio Conte: ora le cessioni!

- Luciano Zanardini

Arrivano buoni segnali dopo il primo test amichevole e si vede già la mano del neo tecnico bianconero. Ora però c’è da sfoltire la rosa e vendere quei giocatori che non rientrano nei piani

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Antonio Conte (Foto Ansa)

Buona la prima, anche se il test non era attendibile. Quel che più colpisce è la personalità (la stessa che aveva in campo) di Antonio Conte. Mister Antonio vuole sempre il massimo dai suoi giocatori e, anche in una gara pressoché inutile, riesce a pretendere qualcosa di più dai suoi interpreti. Il carattere non gli manca (sembra davvero il Lippi prima maniera), ma ha anche la capacità tattica di un Fabio Capello unita anche alla capacità di sperimentare del Sacchi ai tempi del Milan. Ci sono le premesse per fare bene, adesso tocca a Marotta chiudere gli ultimi colpi: Giuseppe Rossi, Vidal e Bastos. Conte vorrebbe avere una rosa adeguata (senza giocatori che attendono il foglio di via) per affrontare la tournèe negli Stati Uniti. Amauri, che preferirebbe rimanere in Italia per giocarsi una chance per gli Europei, dovrebbe finire in Inghilterra, a meno che accetti la decurtazione dell’ingaggio promessa da Zamparini. Per Iaquinta la situazione è in stand by, ma dovrebbe sbloccarsi nelle prossime settimane. E’ chiaro che entrambi gli attaccanti non faranno più parte della rosa della Juventus. Se per Almiron il discorso è chiuso, restano da valutare le posizioni di Marco Motta e Felipe Melo. Il brasiliano con l’acquisto di Vidal fa le valigie, altrimenti rimane un altro anno: la Juventus vuole, comunque, ammortizzare il costo del cartellino.

 

Per Sissoko la soluzione più probabile è la Spagna (nelle ultime ore si parla anche del Malaga), anche se ci sono in pressing l’Olimpyque e il Psg. Nel frattempo è sicuro il divorzio da Tiago (va all’Atletico), anche se Marotta avrebbe voluto inserirlo nella trattativa per Giuseppe Rossi con il Villareal. In difesa Conte si riserva di valutare Grygera: la società preferirebbe dare spazio a un giovane piuttosto che tenere in panchina o in tribuna un calciatore a fine contratto.

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