JUVENTUS-BOLOGNA/ La “terza prova” di Conte: ci sarà il salto di qualità?

- Luciano Zanardini

In attesa del turno infrasettimanale contro il Bologna, la Juventus si gode il primato dopo due gare, ma c’è qualche piccolo neo su cui migliorare… Il commento di LUCIANO ZANARDINI

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Alessandro Matri (Foto: ANSA)

Se due indizi non bastano agli scettici, il terzo può valere una prova. In attesa del turno infrasettimanale  contro il Bologna, la Juventus si gode il primato dopo due gare e, soprattutto, si porta a + 5 su Milan e Inter. Sì, certo si può obiettare che la Juve fin qui ha giocato contro Parma e Siena, contro due compagini che lottano per non retrocedere, ma è altrettanto vero che i campionati si vincono contro le cosiddette piccole.
Non è poi da sottovalutare il fattore psicologico: affrontare le altre grandi con un buon margine accresce l’autostima e permette di gestire gli scontri diretti con maggiore tranquillità. La Vecchia Signora quest’anno ha l’opportunità di divertire i suoi tifosi e di raggiungere traguardi importanti, sfruttando anche la mancanza dell’impegno europeo.
Meglio, quindi, mettere fieno in cascina, approfittando anche delle difficoltà iniziali di Milan, Inter e Roma. Contro il Siena gli uomini di Antonio Conte hanno meritato ampiamente il successo, perché hanno condotto la gara dal primo all’ultimo minuto; non hanno entusiasmato, ma hanno dimostrato la giusta personalità. Le gambe non girano ancora al 100%, ma sarebbe strano il contrario; per gli automatismi richiesti da Conte ci vuole ancora del tempo.
In queste prime due giornate è emersa la duttilità tattica di Vidal, la pedina in più nello scacchiere bianconero. Davanti, inoltre, c’è solo l’imbarazzo della scelta: molto probabilmente contro il Bologna ci sarà spazio per un po’ di turnover con l’inserimento dall’inizio di Del Piero. L’unico neo è rappresentato ancora dagli esterni alti: non sono così determinanti (bene per la quantità, non ancora per la qualità) come vorrebbe il mister.
Non a caso il mister salentino non ha ancora fatto le sostituzioni sistematiche dei laterali come ai tempi di Siena; oggi è stato obbligato anche dall’infortunio capitato a Chiellini. Un giudizio positivo, infine, per Fabio Grosso, che per il secondo anno consecutivo si distingue per la sua professionalità: messo ai margini in tutto il precampionato, ha risposto presente alla chiamata.

Forse la Juve farebbe bene a valorizzare di più anche la sua esperienza sotto il profilo umano all’interno dello spogliatoio: mai una polemica e tanto allenamento.
La scelta di puntare su Grosso vale, però, l’ennesima bocciatura per Bonucci (avrebbe dovuto far coppia con Barzagli con lo spostamento di Chiellini a sinistra): l’ex difensore del Bari ha perso molti punti nella graduatoria speciale dei meritevoli di uno spazio. E a gennaio saluterà il gruppo.



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