JUVENTUS/ I “radiati” Moggi e Giraudo assolti dal campo

- Luciano Zanardini

LUCIANO ZANARDINI commenta la conferma della radiazione per Moggi e Giraudo: “Sarebbe stata meglio una sorte di amnistia: e se si fosse tornati indietro?”. Sul presente: “Vincerle tutte”.

Moggi_R400
Antonio Giraudo e Luciano Moggi con Fabio Capello (Infophoto)

La notizia della conferma da parte dell’Alta Corte di giustizia del Coni della radiazione per Luciano Moggi e Antonio Giraudo non è altro che l’ennesimo tassello di un puzzle già composto e ben disegnato a tavolino dai detrattori della Vecchia Signora. Inutile dire che la massima sanzione della giustizia sportiva, che difficilmente viene applicata, mai come in questo caso serve a giustificare tutto un percorso. Come abbiamo già scritto, vi siete mai chiesti che cosa sarebbe successo se la giustizia sportiva avesse fatto marcia indietro? Nessun ripensamento è più possibile, perché altrimenti verrebbero autorizzate giuridicamente le richieste di risarcimento portate avanti dalla società Juventus alla Federazione. Visti i colpi di scena (il reato di qualche società è stato prescritto) del secondo processo calciopoli, sarebbe stato più intelligente e più opportuno per tutti fare una sorta di amnistia. Proseguendo su questa strada, anche Agnelli continuerà a tutelare l’immagine di un club che è stato annerito dal fuoco dell’estate 2006. All’amico che oggi mi ha chiesto, in maniera sarcastica, un parere, ho risposto che Moggi e Giraudo sono stati assolti dal campo, che è l’unico vero giudice del mondo del pallone. Cosa significa? Gli addetti ai lavori sanno che la Juventus di Fabio Capello si è conquistata meritatamente i suoi trofei, senza l’ausilio di arbitri o soggetti terzi. C’era sicuramente un malcostume diffuso dato dal fatto che i tesserati mantenevano rapporti amicali con i loro giudici di gara, ma qualcuno mi può spiegare cosa è cambiato rispetto ad oggi? Chiamare in causa gli arbitri per i presunti errori o metterli in guardia in maniera preventiva non sono forse sempre delle forme di condizionamento? Tornando al calcio giocato, la Juve ha il fiato sul collo del Milan e confida in un eventuale passo falso (situazione piuttosto difficile) dei rossoneri. La ricetta di Antonio Conte è di vincere tutte le restanti otto partite, partendo proprio dal match delicato con il Palermo. L’imperativo categorico che serpeggia a Vinovo è: non abbassare la guardia. Il mister bianconero ha a disposizione molte carte da giocare con alcune pedine (Caceres e Del Piero su tutti) in evidente stato di grazia da utilizzare al meglio. Fino alla fine Buffon e compagni devono lottare per raggiungere quello che all’inizio sembrava solo un

Sogno. I tifosi sperano di vincere lo scudetto il 6 maggio (il Milan potrebbe perdere punti nel derby contro l’Inter) dopo l’ormai noto 5 maggio 2002 della disfatta interista a Roma. E così Massimo Moratti potrebbe consegnare lo scudetto nelle mani di Andrea Agnelli: sarebbe un finale degno del miglior scrittore.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori