Juventus campione d’Italia/ Bravo Conte, ma l’amarezza è europea

- Luciano Zanardini

La Juventus ha vinto il terzo scudetto consecutivo senza giocare, ma c’è un po’ di amarezza da inserire nei festeggiamenti: rimane il cruccio dell’Europa sfumata. Ne parla LUCIANO ZANARDINI

Piazzabianconera
I tifosi della Juventus festeggiano lo scudetto

Non c’è il due senza il tre (o il 32…). La Juventus ha vinto meritatamente lo scudetto in una stagione che però non soddisfa del tutto i tifosi bianconeri. In molti si aspettavano un ben altro cammino in Europa, ma purtroppo è andata male. Quando è uscita con il Galatasaray ha pensato di prendersela con il terreno (infame) di Istanbul, quando non è riuscita a piegare il Benfica ha accusato gli avversari e l’arbitro. In Europa la Juventus, per fare il verso ad Antonio Conte, è ancora troppo provinciale. Ha sbagliato completamente (per il secondo anno consecutivo) l’approccio alla Champions, poi ha fallito clamorosamente l’accesso alla finale di Europa League. Per non parlare della Coppa Italia, nuovamente sottovalutata. Nei festeggiamenti bisogna inserire, quindi, anche un po’ di amarezza. La Juve dei record va applaudita, la Juve formato europeo va sonoramente bocciata. Conte è l’artefice in Italia di un gruppo coeso e vincente, ma in Europa non è stato in grado, per una serie di ragioni, di fare la differenza. Tra le tante motivazioni, c’è senza dubbio la rigidità tattica: il è troppo dispendioso, soprattutto se non ci sono ricambi all’altezza, così come è inutile avere tre difensori bloccati quando si affrontano squadre molto coperte. La Juve ha fatto la partita migliore contro il Real Madrid quando ha schierato la difesa a quattro per contrastare gli attaccanti avversari. La seconda motivazione è stata la scelta di inserire Osvaldo nella lista Uefa. Anche la società, in questo caso, ha le sue responsabilità: prima ha sbagliato la valutazione sull’italo-argentino, poi per orgoglio non ha inserito nella lista l’unico attaccante (a disposizione) in grado di entrare a partita in corso e fare la differenza: Quagliarella. La terza motivazione (non meno importante) è che il tecnico ha spremuto i giocatori in campionato: ma ai tifosi importa veramente qualcosa del record dei 100 punti? O avrebbero preferito vincere l’Europa League in casa per poi iniziare la stagione con la Supercoppa Europea? Non è in discussione il valore di Antonio Conte, ma rileggere gli errori può servire a continuare un matrimonio importante: Conte ha bisogno della Juve e la Juve ha bisogno di Conte. Il terzo anno in Europa può essere l’anno della svolta.  Per svoltare è importante trattenere Pogba, tentare i colpi Cuadrado e Hummels, riportare a Torino Ciro Immobile e chiudere con la Lazio per Candreva e Lulic.  A questi si devono poi aggiungere tanti nuovi giocatori da inserire in una rosa che ha bisogno di essere rinnovata con alcune cessioni inevitabili: Padoin, Peluso, De Ceglie, Vucinic, Quagliarella e forse anche Giovinco.

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