Come mia madre, Giordana Angi/ Testo: significato canzone e analisi (Sanremo 2020)

- Paolo Vites

Come mia madre, analisi del testo della canzone di Giordana Angi e significato. Un brano dedicato alla mamma è d’obbligo in ogni festival di Sanremo

Giordana Angi
Giordana Angi

Va sul sicuro, Giordana Angi, con la canzone perfetta per un festival come quello di Sanremo, un brano dedicato alla mamma. Cosa c’è di più nazional popolare e soprattutto di italiano della mamma? Siamo famosi in tutto il mondo per l’amore infinito, per colei che non si tocca mai, non si insulta mai, che prendetevela con tutto ma lasciate stare la mamma. D’altro canto, anche gli Abba hanno intitolato uno dei loro maggiori successi mondiali Mamma mia e state certi che un cinese o un sudamericano non conoscerà una parola della nostra lingua, ma quella sì: mamma. Giordana, che frequenta Sanremo dal lontano 2012 e che è arrivata secondo alla diciottesima edizione di Amici, è un’ottima cantante, dalle basi e le ispirazioni jazz e classiche. Sicuramente la sua non sarà una interpretazione zuccherosa e sentimentale, nonostante l’apparente scontatezza del testo: Dammi la borsa che è troppo pesante/ Non puoi fare sempre tutto da sola/ Che di persone ce ne sono tante/ Ma col tuo cuore c’è n’è una sola/ Hai custodito le mie insicurezze/ Saresti pronta per rifarlo ancora/ Che di stazioni ce ne sono tante/ Ma poi torniamo sempre ad una sola.

Come mia madre, Giordana Angi: testo e analisi. Canzone per la mamma

In sostanza, “come te non c’è nessuna”. Giordana si assume anche le sue responsabilità, nel corso della vita ammette di essere stata troppo orgogliosa, di aver creato distanza nel rapporto, riponendo nella madre i pesi di tutte le sue paure: Tu che hai trovato sempre un posto/ Dove nascondere le mie paure/ È che l’orgoglio a volte è un mostro/ Che ci fa solo allontanare/ E se un giorno sarò una mamma/ Vorrei essere come mia madre/ Nel tuo sorriso mi sentivo a posto/ E non serviva più stare male. Ma superato l’orgoglio, resta quella luce, quel faro, quel cuore in cui rifugiarsi: Sei tu il regalo dei miei compleanni/ La luce accesa quando torno tardi/ Il cuore più grande dove ripararmi/ Stringimi forte a te.



© RIPRODUZIONE RISERVATA