Don Roberto Malgesini/ Ucciso a Como da 53enne tunisino che si sentiva perseguitato

- Davide Giancristofaro Alberti

Don Roberto Malgesini è stato assassinato ieri mattina a Como da un immigrato tunisino: negli ultimi 5 anni aveva accomulato sei denunce per violazione della legge sull’immigrazione

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(LaPresse)

Si chiama Ridha Mahmoudi il tunisino di 53 anni che è stato arrestato nella giornata di ieri a Como, accusato di aver ucciso don Roberto Malgesini, il prete della parrocchia San Rocco. Stando a quanto scrive Il Giorno, l’assassino non si è pentito per il gesto, e durante l’interrogatorio ha spiegato che “era giusto così”, aggiungendo che il sacerdote è “morto come un cane”. Dalle verifiche effettuate nelle scorse ore, l’omicida non è affetto da alcun disturbo psichico, ma temeva di essere perseguitato o cacciato, anche perchè dal 2015 aveva accumulato sei denunce per violazione della legge sull’immigrazione. L’ultimo provvedimento risale allo scorso aprile, ma a causa dell’epidemia di coronavirus Mahmoudi era rimasto in Italia, presentando l’ennesimo ricorso che si sarebbe dovuto discutere nella giornata di ieri. Forse la questione lo aveva reso nervoso, fino a che la rabbia non è esplosa in questo gesto insulso. A don Roberto l’assassino aveva chiesto aiuto e consigli, ma restava comunque un nemico, anche se non si sa bene per quale motivo. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

DON ROBERTO MALGESINI UCCISO A COMO, LA CEI: “CORDOGLIO E VICINANZA ALLA DIOCESI”

Anche la Cei ha espresso la propria vicinanza nei confronti del sacerdote ucciso stamane a Como con una coltellata, don Roberto Malgesini. La Conferenza Episcopale Italiana ha fatto sapere: “La Chiesa italiana – si legge su un post della stessa – esprime cordoglio e vicinanza alla comunità diocesana di Como per la morte di don Roberto Malgesini, assassinato questa mattina alle prime luci dell’alba. Preghiamo perché il Signore possa accoglierlo nel Suo Regno che don Roberto ha contribuito a costruire su questa terra”. La Cei ha fatto sapere di stringersi attorno al vescovo Oscar Cantoni della diocesi di Como “Facendo sue le parole con le quali ha descritto don Roberto: ‘Un Santo della porta accanto per la sua semplicità, per l’amorevolezza con cui è andato in contro a tutti, per la stima che ha ricevuto da tanta gente anche non credente o non cristiana, per l’aiuto fraterno e solidale che ha voluto dare a tutti’”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

DON ROBERTO MALGESINI UCCISO A COMO, OMICIDA SI È COSTITUITO: “DOVEVA ESSERE ESPULSO”

Una tragedia che ha colpito una intera comunità, anche perché la vittima era uno che nel vero senso della parola era il “prete degli ultimi”: la morte violenta di don Roberto Malgesini, accoltellato e ucciso in strada a Como nelle ultime ore sta facendo molto discutere. L’omicida, un uomo senzatetto di origine tunisina che soffrirebbe di problemi psichici, si è costituito alla polizia dopo aver aggredito il prete attorno alle 7 di questa mattina: di fronte al folle gesto è incredula la stessa comunità di migranti ed emarginati della città, a cui don Roberto aveva dedicato la sua vita; e anche quest’oggi stava effettuando il suo consueto giro di consegna delle prima colazioni quando però accanto alla sua automobile ha trovato il 53enne (già raggiunto da diversi provvedimenti di espulsione in passato) anche se sulla dinamica dell’assassinio non vi sono al momento certezze e ora gli inquirenti stanno cercando di capire cosa possa essere scattato nella testa dell’uomo che si è scagliato con violenza contro don Roberto assestando diverse coltellata di cui una al collo che si è poi rivelata fatale. (agg. di R. G. Flore)

CARITAS, “TRAGEDIA FIGLIA DELL’ODIO”

L’omicidio di Don Roberto Malgesini, il sacerdote ucciso stamane da un senzatetto a Como, ha lasciato sgomente moltissime persone. Del resto il prete valtellinese ma comasco di adozione, era una figura molto nota nell’ambiente, visto anche il suo attivissimo impegno nel sociale. «Roberto era una persona semplice – le parole di Andrea Messaggi, rettore della Basilica di Sant’Abbondio, a La Stampa – voleva solo fare il prete e anni fa aveva esplicitato all’ex vescovo di Como questa volontà. Per questo era stato mandato a San Rocco, dove ogni mattina portava le colazioni calde agli ultimi. Qui lo conoscevano tutti, gli volevano tutti bene». Sconvolto Roberto Bernasconi, direttore della Caritas di Como, che ha usato parole forti: «Era una persona mite, ha votato tutta la sua vita agli ultimi, era cosciente dei rischi che correva. La città e il mondo non hanno capito la sua missione. Questa tragedia è paragonabile a un martirio, voleva trasmettere un messaggio cristiano attraverso la vicinanza a queste persone. E’ una tragedia che nasce dall’odio che monta in questi giorni ed è la causa scatenante al di là della persona fisica che ha compiuto questo gesto. O la smettiamo di odiarci o tragedie come questa si ripeteranno. Spero che questo suo martirio possa contribuire allo svelenamento della società». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

DON ROBERTO, PRETE UCCISO COMO, ACCOLTELLATO DA SENZATETTO

Giungono dei dettagli in più in merito all’omicidio del prete 51enne di Como, don Roberto Malgesini. Ad ammazzarlo sarebbe stato un cittadino straniero senzatetto che avrebbe dei problemi psichici. Non sono state fornite le generalità ma si sa che lo stesso si è costituito dai carabinieri. Il sacerdote è molto noto nell’ambiente del volontariato sociale, era da tempo in prima linea per assistere proprio i senzatetto, ma anche gli stranieri e in generale gli emarginati, tre gruppi di persone a cui probabilmente apparteneva lo stesso omicida. Ogni mattina, scrive La Provincia di Como, il parroco della chiesa San Rocco lavorava assieme ai volontari per consegnare la colazione ai senzatetto e ai migranti, ma serviva anche alla mensa, al dormitorio, aveva relazioni con molti di questi poveretti, e spesso e volentieri caricava chi aveva bisogno in auto per portarlo in ospedale. Don Roberto Malgesini era originario della Valtellina ma abitava ovviamente a Como dove esercitava la professione. Il suo corpo senza vita è stato trovato nella “salitina” che porta alla chiesa, vicino alla fontanella d’acqua. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

COMO, DON ROBERTO ASSASSINATO IN STRADA, PRETE COLPITO ALLE SPALLE DA UNA COLTELLATA

Un omicidio si è verificato nella mattina di oggi, martedì 15 settembre, in quel di Como: a morire, un prete di 51 anni. La vittima, come riferisce l’edizione online del quotidiano La Stampa poco fa, si chiamava Roberto Malgesini, parroco molto conosciuto in paese e facente parte della chiesa del quartiere lariano di San Rocco. Non vi sono ancora notizie certe in merito all’assassinio, ma pare che l’uomo di Chiesa sia stato ammazzato dopo aver ricevuto una coltellata alla schiena, un fendente risultato purtroppo mortale. L’episodio è avvenuto questa mattina presto, e alle ore 8:00, sempre come riferito dal quotidiano piemontese, il colpevole si sarebbe costituito presso la caserma dei carabinieri. Si tratterebbe di un cittadino straniero, anche se al momento non sono state fornite le generalità, quindi non è ben chiaro da quale nazione provenga, ne se sia regolare o meno sul suolo italiano. Nel dettaglio l’omicidio sarebbe avvenuto poco prima delle ore 7:00 di oggi presso la piazza della chiesa di San Rocco dove appunto esercitava lo stesso don assassinato.

COMO, DON ROBERTO ASSASSINATO IN STRADA: POCHI ANNI FA UN CASO SIMILE

Il sacerdote si stava recando presso l’edificio sacro, ma lungo la strada è stato colpito alle spalle dall’aggressore che poi è scappato. Il prete è stato rinvenuto poco dopo steso a terra con una ferita d’arma da taglio provocata da un coltello, trovato insanguinato non lontano dal luogo del delitto. Immediata la chiamata ai soccorsi ma quando sono giunti sul luogo segnalato gli uomini del 118 con un’ambulanza e un’auto-medica, per don Roberto non vi era ormai più nulla da fare, troppo gravi le ferite riportate dopo la coltellata, e i sanitari non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Prezzo la piazza dove è avvenuto il crimine, è giunto in seguito anche il vescovo di Como, monsignor Oscar Cantoni. L’episodio ha fatto tornare alla mente quanto accaduto pochi anni fa a don Renzo Beretta, il parroco che era stato ucciso presso la chiesa di Ponte Chiasso, non troppo lontano dalla barriera con la Svizzera.

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