COMPLOTTO M5S-PD VS SALVINI/ Di Maio e Zingaretti smentiscono, replica del leghista

- Niccolò Magnani

Complotto anti-Salvini per un Governo Pd-M5s: le trame dopo l’elezione di Von der Leyen in Ue. I retroscena: Franceschini-Sassoli triangolano con Di Maio contro la Lega

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Dario Franceschini (LaPresse)

«Non sono mai preoccupato da niente», netto Matteo Salvini sulla possibile “alleanza” tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico per stoppare l’ascesa della Lega. Come vi abbiamo raccontato, c’è più di un indizio del timore in casa Carroccio di una possibile intesa tra grillini e dem con il placet del Quirinale, anche se i diretti interessati hanno tenuto a smentire le indiscrezioni giornalistiche. Luigi Di Maio ha voluto azzoppare sul nascere le voci di un accordo con il Pd: «Mai un’alleanza con il partito di Bibbiano», il messaggio dei pentastellati riportato da Huffington Post. A stretto giro di posta è giunto anche il commento del segretario dem Nicola Zingaretti: «Smentisco per l’ennesima volta l’ipotesi di un governo tra Pd e M5s: nel caso in cui si arrivasse a una crisi, per noi la via maestra è quella di nuove elezioni. Ogni ipotesi diversa è destituita di ogni fondamento». E la Lega non è l’unica a prendere in considerazione uno scenario di Governo M5s-Pd: «La nostra più grande paura per il futuro dell’Italia si inizia ad intravedere: PD e M5S fanno le prove per un Conte Bis senza Lega: dobbiamo mandarli a casa, l’Italia ha bisogno di un governo moderato di centro-destra unito!», il messaggio di Forza Italia… (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

INTESA M5S-PD VS SALVINI?

Non sono pochi nelle stanze della politica che sanno bene come ormai le Elezioni anticipate a settembre sono tecnicamente impossibili: Salvini e Di Maio al momento, pur da separati in casa, dovranno continuare a proseguire assieme perché mancano i tempi tecnici (la finestra elettorale “scade” il 20 luglio prossimo). Diversi analisti però ritengono che la Lega alla fine non abbia voluto lo strappo perché ritiene che il Quirinale potrebbe a quel punto dare in mano il Governo a Pd e M5s, portando Salvini fuori dal Viminale e rilanciando un esecutivo di sinistra che escluda sostanzialmente la Lega da un più che probabile plebiscito alle urne. I segnali? Dopo l’elezione di Ursula Von der Leyen ieri grazie ai 14 voti decisivi del M5s (mentre 9 sono i voti che mantengono la maggioranza per Ppe, S&D, Liberali e appunto 5Stelle), i retroscena vicini a Salvini lo danno in tensione per il possibile “complotto” dem-grillino contro la Lega. Il tema del presunto “Russiagate” ha poi fatto il resto, con Zingaretti, Renzi e Fico che triangolano sulla possibilità di “eliminare” politicamente il leader leghista in Parlamento qualora l’inchiesta su Savoini prendesse corpo. Come spiega Amedeo La Mattina nel retroscena di oggi su La Stampa, il sospetto della Lega pare abbastanza fondato: i voti della Beghin ieri verso la Von der Leyen (su appoggio di Conte, ndr) avrebbero l’intento di guadagnare un commissario europeo in quota M5s e non più in quota Lega, nonostante abbia ottenuto il doppio dei voti grillini nelle ultime Elezioni Europee. Non solo, la cancellazione dell’incontro Ursula-Zanni (capogruppo Identità e Democrazia, il gruppo sovranista dove c’è la Lega) avrebbe segnato l’ulteriore frattura tra Salvini e Conte dopo gli screzi sul Russiagate degli scorsi giorni.

DALL’UE A FRANCESCHINI, L’INTRIGO VERSO IL GOVERNO PD-M5S

Tanto in Europa, quanto in Italia, il rischio di un “complotto” anti-Lega per Salvini potrebbe essere concreto: oggi ha voluto sorvolare sulla possibilità spiegando ai cronisti «Un governo M5s-Pd se cade questo? Lo chiedano agli italiani. Non sono mai preoccupato da niente. Anzi mi sono alzato molto bene perché le operazioni contro la mafia, la camorra e la ‘ndrangheta mi dicono che abbiamo delle forze dell’ordine top a livello mondiale». Di certo però ha fato fastidio al Ministro l’unione “strana” fra Pd, M5s e Forza Italia nel voto pro-merkeliana a Strasburgo e non lo ha per nulla nascosto sempre stamane «È gravissimo l’asse tra Renzi e 5Stelle in Europa. Passa l’asse Merkel, Macron, Renzi, Di Maio. Avrebbe potuto essere una svolta storica, invece solo la Lega è stata coerente nella difesa dell’interesse nazionale». Ecco ora che spunta il secondo “retroscena” assai stuzzicante sui quotidiani odierni: questa volta è Mario Giordano che dalle colonne de La Verità attacca direttamente l’eminenza grigia di tutti gli ultimi Segretari Pd, Dario Franceschini. E che c’azzecca? «Si muove dietro le quinte per realizzare il sogno di un’alleanza Pd-M5s», scrive l’ex direttore del Tg4 che poi aggiunge «con l’aiuto di David Sassoli (Presidente dell’Europarlamento, ndr) del grillino Castaldo e di una legge elettorale a doppio turno, alla ricerca di una poltroncina per sé». Dopo aver tramato contro Letta, Renzi e Gentiloni (in serie, attacca Giordano) ora Franceschini potrebbe essere l’anello di congiunzione su diretto mandato di Zingaretti per triangolare col M5s e Di Maio sfruttando il voto comune espresso in Parlamento Europeo a favore della Von der Leyen. “Mattei” permettendo, ovvero Renzi e Salvini: così diversi eppure, oggi, così “vicini” nell’essere oggetto di pseudo-complotti politici..

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