Concorso giornalisti Rai/ Via libera del CdA: selezione pubblica per 100 posti

Concorso giornalisti Rai, il Consiglio d’Amministrazione di viale Mazzini ha dato l’ok a una nuova selezione pubblica dopo lo stop del 2015.

concorso giornalisti rai
Immagine di repertorio - Lapresse

Concorso giornalisti Rai, importanti novità riguardanti la televisione di Stato: secondo quanto riporta Adnkronos, il Consiglio d’Amministrazione che si è riunito il 12 giugno 2019 ha dato il via libera a un nuovo concorsone per assumere un centinaio di nuovi giornalisti. L’ultimo concorsone risale al 2015, anno in cui venne bandito. Attualmente, riporta Il Messaggero, ci sono 200 redattori nelle redazioni della televisione pubblica senza contratto giornalistico, soprattutto per quanto riguarda Rainews24, giornale Radio e Rai Sport. Anche questi ultimi potranno prendere parte al concorso, del quale non si conosce ancora la data. Una grande opportunità per tutti coloro che vogliono entrare a far parte della Rai: del resto il concorso ha dato l’opportunità di fare il grande salto a profili del calibro di Paolo Frajese, Bruno Vespa e Bruno Pizzul.

CONCORSO GIORNALISTI RAI, VIA LIBERA DEL CDA

Come riporta Giornalistitalia, la proposta di un nuovo concorso la fece già a fine febbraio il direttore della Tgr Rai Alessandro Casarin: «Sarebbe bene organizzare un concorso per giornalisti Rai ma a livello regionale, per colmare le carenze di organico che riguardano alcune regioni». Casarin ha poi evidenziato: «Ora, la Rai deve decidere se andare avanti con la graduatoria o bandire un nuovo concorso. Io propongo un nuovo concorso su base regionale, che metta in palio un numero di posti diverso nelle diverse regioni a seconda delle esigenze della Tgr. Perché con il concorso nazionale è successo che la maggioranza dei colleghi selezionati provenivano da Roma e Milano e li vogliono tornare. E io passo moltissimo tempo a occuparmi di richieste di trasferimento che mi fanno ritrovare posizioni scoperte nelle regioni che non siano Lazio e Lombardia. Allora sarebbe molto meglio che i giornalisti si candidassero direttamente per le sedi regionali dove c’è bisogno e che fossero disposti davvero a operare in queste regioni».



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