CONDONO SU BOLLO AUTO NON PAGATO/ Decreto fiscale, monta protesta sui social

- Niccolò Magnani

Condono sul bollo auto non pagato fino a 1000 euro: la precisazione del Mef nel Decreto fiscale 2019 “strappa-cartelle”. Monta la protesta sui social.

Traffico auto in strada
Traffico auto in strada (LaPresse, 2019)

La notizia dell’inserimento del condono sul bollo auto non pagato tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2010 inserito nel decreto fiscale 2019, se da una parte fa contenti gli insolventi, dall’altra ha sortito la protesta degli automobilisti che hanno regolarmente pagato l’imposta. Basta fare un giro su Twitter per accorgersi come fra le Tendenze in Italia, attualmente al quarto posto, vi sia proprio l’insolito hashtag #bolloauto. Molto apprezzato il commento dell’utente Luca Fois:”Da ragazzino avevo un amico che non pagava il bollo della sua macchina e gli dicevo vedrai che prima o poi il conto arriva…Ciao campione, avevi ragione tu, insegnami a vivere in Italia che io che l’ho sempre pagato sono un cogl*one”. Dello stesso tenore il tweet di Francesca Niccheri:”Condono #bolloauto. Facciamo che chi finora ha pagato tutto regolarmente ha maturato un bonus evasione?”. Valanga di cuoricini anche per l’account “la manina”, che scrive:”Arriverà il giorno in cui noi poveri stron*i che abbiamo sempre pagato le tasse fino all’ultimo centesimo, scopriremo di essere dei Norvegesi ingiustamente deportati, avremo cittadinanza onoraria in quel Paese e potremo mandarvi tutti affan*ulo!”. (agg. di Dario D’Angelo)

CONDONO SU BOLLO AUTO NON PAGATO

Secondo la bozza di aggiornamento al Decreto fiscale 2019 in programma del Governo Pd-M5s è previsto una sorta di “condono” per il bollo auto non pagato fino a 1000 euro: questa la grande novità fiscale di giornata, in attesa ovviamente che possa essere confermata dalla messa in legge nei prossimi mesi di discussioni in Parlamento. Il Mef sta pensando infatti di cancellare d’ufficio tutti i debiti per il bollo auto non saldati tra il 2000 e il 2010, con l’importo di 1000 euro come limite massimo fissato dai tecnici del Governo. Il Decreto “strappa-cartelle” lancerà una maxi sanatoria anche su altri debiti pendenti con la Pubblica Amministrazione, di cui però la tassa auto resta forse la più importante e incidente per il cittadino medio. Il decreto in vigore da mesi per volere del passato Governo Lega-M5s vede ora il chiarimento del Mef che inserisce nella Pace Fiscale anche il bollo auto non pagato: secondo quanto anticipato da Repubblica, la norma fa specifico riferimento alla tassa auto dopo che nel passato testo della Pace Fiscale erano sorte alcune incomprensioni con relativi ricorsi di diversi automobilisti presso la Commissione Tributaria, visto che Equitalia continuava a mandare le cartelle di sollecito pagamenti arretrati.

DECRETO FISCALE 2019: LE ALTRE MISURE

«Il contribuente non deve fare nulla, perché la cancellazione del debito avviene in automatico», spiega ancora Repubblica in merito a quanto stabilito dalla legge e dal Decreto fiscale. Al netto di ciò, resta ancora il contenzioso che varia da regione a regione a seconda della interpretazione della norma per il bollo (la cui gestione è per l’appunto regionale); il bollo auto ha una prescrizione di tre anni, quindi – stabilisce il Decreto – le regioni, hanno tre anni di tempo per riscuotere, dopodiché il debito va annullato. Secondo quanto deciso dal Mef, «il debito deve essere inferiore a mille euro comprensivi di capitale, interessi e sanzioni, contratti tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2010». Tali date, conclude, sono da riferirsi però al mese di pagamento e non al mese aggiuntivo previsto per legge attuale per potersi mettere in pari con gli arretrati.

© RIPRODUZIONE RISERVATA