VIDEO CONFERENZA STAMPA CONTE/ Dpcm divide Regioni in 3: “no congiunti in zone rosse”

- Silvana Palazzo

Conferenza stampa di Giuseppe Conte in diretta tv e video streaming: il premier presenta il nuovo Dpcm. Altre restrizioni e la decisione sul lockdown: Italia divisa in 3 fasce

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Premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi (LaPresse, 2020)

L’Italia divisa in tre fasce – gialla, arancione e rossa

– con coprifuoco nazionale dalle 22 e misure restrittive decise dal nuovo Dpcm: così spiega il Premier Conte in conferenza stampa da Palazzo Chigi. «A differenza della prima ondata abbiamo un piano elaborato di 21 parametri per capire dove intervenire e con quali misure in tutto il Paese»: si deve introdurre una divisione in tre aree del Paese, gialla, arancione e rossa. «Il Paese diviso in tre aree: gialla arancione e rossa. Le misure entreranno in vigore da venerdì, in modo da organizzare opportunamente le attività nelle varie fasce»: nella fascia gialla vengono inserire le Regioni Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Trento e Bolzano, Sardegna, Toscana, Umbria e Veneto. In queste aree valgono le misure nazionali previste dal Dpcm: no limitazioni a spostamenti se non con il coprifuoco tra le 22 e le 5 del mattino. Nell’area arancione vengono inserite le Regioni: Puglia e Sicilia, qui è vietato oltre al coprifuoco anche lo spostamento fuori da Regione o fuori Comune se non per comprovate urgenze di spesa, lavoro e salute. «Chiuderanno bar e ristoranti sempre nelle aree arancione ma potranno fare domicilio e asporto; chiudono i centri commerciali, mostre e musei, Dad al 100% solo per superiori», spiega ancora Conte riassumendo le misure contenute nelle aree a criticità elevata. Per le zone rosse invece rientrano: Calabria, Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta «Qui è vietato ogni spostamento in qualsiasi orario salvo che per motivi di lavoro, necessità e salute: chiudono bar e ristoranti, asporto consentito come per il domicilio. Chiudono i negozi (tranne generi alimentari, beni di necessità, edicole, farmacie, parrucchieri, tabaccherie)»; per la scuola nella zona rossa rimarrà didattica in presenza solo per infanzia, elementari, prima media, le altre andranno invece in Dad (esattamente come i corsi universitari). «Se introducessimo uniche misure nazionali produrremmo effetto negativo duplice: faremmo male alle Regioni con maggior rischio e anche per quelle dove la situazione è meno grave», spiega ancora il Capo del Governo. Il Dpcm avrà valore fino al 3 dicembre ma le singole ordinanze del Ministero della Salute avranno valore di non meno 14 giorni, al termine dei quali ogni singola Regione potrà “diminuita” nelle misure restrittive. «Non abbiamo alternative a queste restrizioni, dobbiamo fermare il disagio: dobbiamo tenere duro e siamo già al lavoro per un nuovo Decreto Ristori-bis per la pronta erogazione di indennizzi a chi verrà colpito da queste nuove misure», rilancia Conte sul finire della conferenza stampa.

LE DOMANDE A CONTE

«Si può inserire anche zone rosse all’interno di aree gialle, sono possibili differenziazioni: la forza del meccanismo è di costruire un tessuto di misure che sia comprensibile su area regionale e provinciale»; Conte poi smentisce la possibilità di rimpasti di Governo, «non è questo il momento e nessuno al momento me lo ha chiesto». È stato poi chiesto al Presidente Conte del confronto molto duro con le Regioni avvenuto fino alle scorse ore: il meccanismo di suddivisioni delle Regioni è automatico oppure ci sono possibilità per i Governatori di intervenire? «Elaboriamo i dati e le misure in maniera congiunta, le Regioni sono parte integrante del Governo per leggere e interpretare i dati. Il confronto con le Regioni è improprio perché loro sono già parte integrante, più che altro il confronto è con i cittadini e la comunità scientifica». Conte ribadisce che il meccanismo è automatico che sfugge a qualsiasi contrattazione, «sono cose serie, non si negozia sulla pelle dei cittadini, non lo fa Speranza e non lo faranno i presidenti delle singole Regioni». Sulle visite ai congiunti invece il Premier ribadisce la raccomandazione nel non andare da amici o parenti: nelle zone rosse però «l’uscita di casa va sempre motivata con le consuete disposizioni che vi abbiano dato (qui la risposta esatta di Conte)», ma il divieto è molto stringente e dunque non pare consentita la visita a parenti-amici, «c’è sempre la raccomandazione nelle aree gialle di non andare da amici o parenti». Tema autocertificazione: «se c’è un divieto allora lì va motivato con l’autocertificaizone, questo sempre nelle zone rosse ogni volta che si esce di casa. Quando c’è la raccomandazione ovviamente non serve l’autocertificazione». Fronte scuola l’ultimo tema affrontato da Conte prima di chiudere la conferenza stampa: «Appena la curva tornerà sotto controllo, una delle prime misure che prenderemo sarà il ritorno in presenza di quanti più studenti possibili: la scuola è una priorità». Tema zone rosse, Conte spiega così: «Il ministro della Salute oggi ha adottato un’ordinanza aggiornata rispetto agli esiti del monitoraggio: l’esito non fotografa questa mattina o ieri, è aggiornato ad una settimana precedente. Qualsiasi Regione sarà tale da variare le condizioni di criticità questo lo vedremo: quando si entra in un’area non si esce perché il giorno dopo arriva un dato migliore. I dati devono stabilizzarsi, serve una permanenza in quella fascia di almeno 14 giorni».

NUOVO  DPCM IN CONFERENZA STAMPA

Il premier Giuseppe Conte è pronto a tornare in conferenza stampa per presentare il nuovo Dpcm, l’ennesimo, sull’emergenza coronavirus. Sarà l’occasione per capire il piano del Governo per arginare la nuova impennata di casi. Dopo l’intervento in Parlamento del Premier giallorosso, nella notte è stato firmato il nuovo decreto dove vengono confermate le indiscrezioni riguardo l’intenzione del premier Giuseppe Conte di voler aspettare una settimana per provare a scongiurare il lockdown nazionale. L’idea è di provare a resistere procedendo con chiusure mirate di città, intere aree metropolitane e attività. Il presidente del Consiglio ha ribadito negli scorsi giorni: «Abbiamo introdotto misure restrittive il 25 ottobre, adesso dobbiamo aspettare gli effetti almeno per quindici giorni». L’attenzione è, dunque, rivolta ai numeri e alla curva epidemiologica. Si comincia con provvedimenti locali, introducendo dei mini-lockdown nei territori: il rischio però di una chiusura totale è concreto. Le terapie intensive stanno reggendo, ma in alcune regioni sono in sofferenza. Alla Camera e al Senato il Capo del Governo ha spiegato come alcune misure saranno nazionali e per tutti (coprifuoco notturno, limitazioni regioni, centri commerciali chiusi, stop musei e mostre, capienza trasporti al 50%) mentre le misure restrittive ulteriori saranno concentrate in tre aree di rischio (gialla, arancione, rossa) dove il Ministero della Salute suddividerà le singole Regioni, ma verranno introdotte e rese attive solo dalla giornata di venerdì 6 novembre (qui spieghiamo il “giallo” di queste ultime convulse ore tra Regioni e Governo). 

CONFERENZE STAMPA CONTE: NUOVO DPCM, ALTRE RESTRIZIONI

Il Governo vuole scongiurare il lockdown nazionale, soprattutto per i timori legati alla tenuta economica del paese, oltre che a quella del tessuto sociale. Negli ultimi giorni è emersa l’intenzione di prendere una decisione di questo tipo a ridosso dell’8 novembre, quindi due settimane dopo la scelta di chiudere bar e ristoranti alle 18 e limitare gli spostamenti delle persone con l’ultimo Dpcm. I negozi subiranno forti limitazioni negli orari di apertura e nelle “zone rosse” verranno chiusi del tutto, mentre per i centri commerciali potrebbe scattare la chiusura, in alcuni casi solo nel weekend; il coprifuoco sarà invece notturno dalle 22 alle 5 in ogni parte d’Italia, escluso le aree più a rischio dove sono previste misure più strette. Nelle zone che si trovano nello Scenario 4 infatti – quello più grave – scattano le chiusure delle attività considerate “non essenziali” con un lockdown molto simile a quello in primavera. Per quanto riguarda gli spostamenti tra le Regioni, in quelle “chiuse” si potrà entrare solo per comprovate esigenze di lavoro, salute e urgenza. Stesso discorso per uscire. Ma ogni aspetto verrà chiarito dal premier Giuseppe Conte in conferenza stampa. E non si escludono colpi di scena rispetto alle indiscrezioni emerse finora. Il punto del presidente del Consiglio potrà essere seguito in diretta tv e in video streaming sul canale YouTube di Palazzo Chigi e/o sulle pagine social di Giuseppe Conte.



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