Conferenza stampa Iss diretta video/ Brusaferro: “Vaccini? Pochi dati ma promettenti”

- Niccolò Magnani

Conferenza stampa Iss, diretta video streaming analisi epidemiologica: indice Rt e morti per Covid. “Vaccini? Pochi dati ma promettenti”, afferma Brusaferro

Brusaferro e Rezza
Silvio Brusaferro e Gianni Rezza, conferenza stampa Iss su emergenza Covid (LaPresse, 2020)

Il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro, ha affrontato il tema dei vaccini in conferenza stampa: «Chi ha messo a punto i vaccini e li ha studiati renderanno disponibili i dossier per dimostrare sicurezza ed efficacia. Oggi sono noti in minima parte. Quando li avremo potremo esprimermi con completezza su ogni singolo vaccino. Quel che oggi possiamo dire è che i dati lanciati sono promettenti». Riguardo la quarta fase prevista in generale per i vaccini: «L’Aifa si occuperà della farmacovigilanza. Le procedure non sono cambiate». Il professor Giovanni Rezza ha spiegato che la fase 4 fa seguito alla distribuzione dei vaccini, essendo di farmacovigilanza. «Una volta che viene dato il via libera, a quel punto comincia la distribuzione e di conseguenza anche la fase 4 che è di studio osservazionale che può durare anche anni».

Brusaferro ha aggiunto che il sistema di vigilanza è continuo e coinvolge tutti i vaccini e farmaci, anche quelli in commercio da diversi anni. Rezza ha poi confermato l’esistenza di casi di reinfezione: «Sono stati segnalati, ma sono sporadici. È un fenomeno che esiste, ma è raro». Invece sugli anticorpi: «Diversi studi segnalavano la diminuzione della risposta anticorpale, altri invece sostenevano che gli anticorpi resistono nel tempo, quindi i risultati dipendono pure dal metodo che si usa. Da un nostro studio emerge che gli anticorpi contro la proteina spike riescono a resistere nel tempo e sono gli stessi indotti dalla vaccinazione».

Come sarà il Natale? «Dipende da come e quanto scende la curva», la secca risposta di Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss). In conferenza stampa ha ribadito l’importanza di evitare aggregazioni e assembramenti. «Le ondate non sono scontate, dipendono da come ci comportiamo», ha proseguito il numero uno dell’Iss. (agg. di Silvana Palazzo)

REZZA “NUMERI ALTI IN SICILIA E PUGLIA”

«Abbiamo una situazione in miglioramento, ma non possiamo essere tranquilli». Comincia così la conferenza stampa dell’Istituto superiore di sanità. A parlare è il professor Giovanni Rezza, che ha fornito i dati di oggi del bollettino sull’epidemia Covid. «Siamo ancora su livelli elevati, l’incidenza la settimana scorsa era una delle più alte in Europa, mentre l’indice Rt scende. Il tasso di positività resta molto elevato, siamo sopra il 10%», ha proseguito il Direttore Generale della Prevenzione presso il Ministero della Salute. «Purtroppo è normale che ci sia una scia così lunga di decessi e questa mortalità così elevata». Ci sono, dunque, segnali positivi che si abbinano ad altri di criticità. «C’è una forte tendenza alla diminuzione in Lombardia. Quelle che sono calate di più sono le Regioni in zona rossa. Restano elevate alcune Regioni come Sicilia e Puglia, ma la situazione in generale tende a migliorare». Rezza ha ribadito che il coronavirus non è cambiato, ma i nostri comportamenti in base alle restrizioni. (agg. di Silvana Palazzo)

OGGI NUOVA DIRETTA CONFERENZA STAMPA ISS

Si rinnova in questo primo martedì del mese l’appuntamento con la conferenza stampa dell’Istituto Superiore di Sanità in diretta video streaming sul canale YouTube del Ministero della Salute: il Presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro, e il Direttore Generale della Prevenzione del Ministero della Salute, Gianni Rezza si riuniscono con i giornalisti presenti per la nuova analisi della situazione epidemiologica. Solo 7 giorni fa nel precedente appuntamento con l’Istituto Superiore di Sanità, i membri del Cts avvertivano da un lato della diminuzione della curva di contagio, ma dall’altro ribadivano come «le conseguenze del Covid possono essere ancora molto dannose e durevoli nel tempo». Sabato scorso il nuovo monitoraggio settimanale ha presentato un indice Rt a 1,08 dunque in metto miglioramento rispetto solo a due settimane fa: «Decrescita in tutta Europa e anche in Italia – le parole di Brusaferro in apertura di conferenza stampa – nel nostro Paese la curva sta decrescendo sia per i casi sintomatici che per i positivi. Ma la situazione è un po’ a metà ci sono delle Regioni dove negli ultimi 15 giorni c’è una decrescita, e alcune che invece mostrano una crescita. Abbiamo ancora un’incidenza piuttosto elevata, 321 casi per 100mila nei 7 giorni». E infine ieri lo stesso Brusaferro in collegamento con il forum Ansa ha avvertito come la pandemia da Covid non potrà definirsi conclusa in meno di un anno e mezzo ancora.

L’ANALISI ISS SUI MORTI PER COVID

«L’epidemia è uno stress che non è stato puntiforme, come un terremoto o un’alluvione, è uno stress che si prolunga per oltre un anno e ci accompagnerà per un anno e mezzo circa, e stiamo mettendo in atto strategie di adattamento che lasceranno il segno in futuro, alcune probabilmente in maniera permanente», ha spiegato ieri il Presidente Iss. In vista della nuova conferenza stampa sull’analisi epidemiologica – e in attesa anche del prossimo Dpcm che sarà licenziato entro il 4 dicembre prossimo – la linea di Governo e Cts sembra ancora orientata alla prudenza e all’estrema volontà di impedire allentamenti alle misure anti-Covid fino al 10-15 gennaio prossimo. «Evitare gli spostamenti tra regioni e mantenere il limite delle ore 22 per la circolazione sono due punti centrali e imprescindibili del modello di sicurezza che stiamo costruendo insieme. Difendiamo insieme l’impostazione e evitiamo deroghe perché potrebbero minare la tenuta stessa dell’impianto», ha spiegato poco fa il Ministro Boccia intervenendo al vertice tra Governo e Regioni sul nuovo Dpcm. In conferenza stampa oggi l’Iss informerà anche dell’ultimo report sulla Sorveglianza integrata Covid-19: «negli ultimi trenta giorni in Italia sono stati registrati 800.953 casi di infezione da Covid, tra cui 22.712 tra gli operatori sanitari, e nello stesso periodo si sono contati 12.904 deceduti e 304.531 guariti». Età media dei contagi è 48 anni, mentre nel monitoraggio realizzato dal ministero della Salute e dal Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio si segnala un’impennata di mortalità nelle città del Nord in questa seconda ondata con cifre di media sul 75% in più rispetto alla consueta mortalità giornaliera di novembre. Torino (+111%), Genova (+96%) e Milano (+83%) ma anche il Centro-Sud vede aumenti attorno al 46% di media.



© RIPRODUZIONE RISERVATA