Bollettino coronavirus Protezione Civile 1 aprile/ Conferenza stampa: 13155 morti

- Niccolò Magnani

Bollettino coronavirus Protezione Civile 1 aprile 2020, diretta video streaming conferenza stampa Borrelli. 80.572 contagi (+2.937), 13.155 morti (+727)

Borrelli e Brusaferro Coronavirus
Silvio Brusaferro, presidente ISS e Angelo Borrelli Protezione Civile (YouTube, 2020)
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L’ultimo bollettino coronavirus aggiornato al 1 aprile 2020 mostra una conferma sostanziale nella diminuzione della curva di contagio anche se restano purtroppo molto alti i numeri sui morti in tutta Italia e sui ricoverati in terapia intensiva. Nella conferenza stampa della Protezione Civile i dati aggiornati sono 80.572 contagiati positivi (+2.937 rispetto a ieri), 13.155 morti (ancora 727 drammatiche vite spezzate rispetto a martedì), 16.847 guariti (+1.118) e ricoverati in Terapia Intensiva che salgono a 4.035 (+12 su ieri). Il totale dei casi da coronavirus dall’inizio dell’emergenza sono 110.574 (+4.782, +4,5% come aumento del trend di contagio). «Siamo in fase di contenimento e nulla cambia e deve cambiare. Circolare del Viminale sulle passeggiate va letta nel suo complesso e non dice che ci sono nuove indicazioni: per capire cosa accadrà dopo già ne stiamo parlando nel Comitato Tecnico Scientico, ma per il momento non ci sono novità attive, ma è giusto prepararsi per il dopo emergenza», ha spiegato Alberto Villani, Pediatra del Comitato Tecnico Scientifico a margine del bollettino nazionale.

Intanto anche in Regione Lombardia i dati vengono sostanzialmente “confermati” rispetto al calo visto già dagli scorsi giorni: +1565 casi, +394 morti e +44 ricoverati, con 7392 tamponi. Dati in linea con ieri ma decisamente migliori rapportati ai tamponi: «In Lombardia i positivi sono 44.773, sono +1565 rispetto a ieri. Ieri erano +1047 ma oggi c’è stato un incremento di più del doppio dei tamponi. Sostanzialmente ci sono meno positivi rispetto a quelli di ieri. I ricoverati sono +44, in passato si cresceva di centinaia».

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BOLLETTINI TOSCANA E LAZIO: GLI AGGIORNAMENTI

Mentre si attendono con ansia i dati su Lombardia e soprattutto la conferenza stampa della Protezione Civile nazionale, negli ultimi minuti sono stati resi noti gli aggiornamenti sul coronavirus da Toscana e Lazio con importanti conferme sul “calo contagi” registrato già in questi giorni dal commissario P.Civile Angelo Borrelli: l’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato ha fatto sapere che al 1 aprile sono 7 i nuovi decessi mentre i contagiati in più rispetto a martedì sono 169 casi di positività.

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Il trend è in decrescita sotto il 6% per la prima volta dall’inizio della pandemia, su dati simili anche la Regione Toscana: sono 259 i nuovi casi positivi al Coronavirus registrati in Toscana a ventiquattro ore dal precedente bollettino e 9 i nuovi decessi. Se è vero che i contagi sono maggiori rispetto a martedì, è anche vero che sono stati aumentati i tamponi nelle ultime 24 ore (+3.410) dopo l’avvio del programma previsto con esami a tappeto nelle Rsa. 4.867 i contagiati dall’inizio dell’emergenza e 253 i morti come bilancio totale, ma anche qui il trend degli aumenti è in lieve diminuzione rispetto agli ultimi giorni. Si attende ora il bollettino delle Regione Lombardia alle 17.45 mentre dalle 18, come sempre, l’appuntamento con la conferenza stampa della Protezione Civile nazionale attraverso indirizzo che trovate qui sotto.

I DATI DEL BOLLETTINO ITALIA FINO AL 1 APRILE

I contagi iniziano a calare ma la guardia non va abbassata come dimostrano i dati del coronavirus diffusi ieri dall’ultimo bollettino di marzo della Protezione Civile: i decessi sono ancora tantissimi, una media di 700-800 al giorno, mentre i contagi fanno saliscendi di giorno in giorno ma pur sempre con una curva non più esponenziale come nelle scorse settimane. In attesa dei nuovi dati del 1 aprile in conferenza stampa (come sempre in diretta video streaming su YouTube Pr.Civile e sui principali canali tv all-news dalle ore 18), facciamo un breve recap di quanto emerso ieri dagli ultimi aggiornamenti del Covid-19 in Italia: 12428 morti (+837 rispetto a lunedì), 77635 contagi (+2107), ma anche +1109 guariti (ma ieri erano state 1590).

A livello di bilancio totale, il numero impressionante raggiunto dall’inizio della pandemia coronavirus è ormai di 105792 con aumento del 4% rispetto al giorno precedente. Sul fronte della diffusione regionale del virus, i dati della Protezione Civile riportano 25.124 attualmente positivi in Lombardia, 10.953 in Emilia-Romagna, 7.850 in Veneto, 8.082 in Piemonte, 4.226 in Toscana, 3.352 nelle Marche, 2.508 in Liguria, 2.642 nel Lazio, 1.871 in Campania, 1.389 nella Provincia autonoma di Trento, 1.654 in Puglia, 1.160 in Friuli Venezia Giulia, 1.492 in Sicilia, 1.191 in Abruzzo, 1.142 nella Provincia autonoma di Bolzano, 851 in Umbria, 657 in Sardegna, 606 in Calabria, 552 in Valle d’Aosta, 216 in Basilicata e 117 in Molise.

BOLLETTINO CORONAVIRUS, LA PROROGA AL 13 APRILE DELLE MISURE

Come di fatto già anticipato ieri dal Commissario Borrelli in conferenza stampa dalla sede della Protezione Civile, a margine della lettura bollettino coronavirus, la proroga delle misure di contenimento era questione di ore e questa mattina è stata annunciata dal Governo: il Ministro della Salute Roberto Speranza durante l’informativa al Senato sull’emergenza Covid-19 ha spiegato «Massima vigilanza, il servizio sanitario nazionale è il bene più prezioso, le misure anti-contagio sono confermate fino al 13 aprile. Non è il tempo delle divisioni e delle vecchie dispute geopolitiche,è l’ora della solidarietà: nessuno si salva da solo».

La riapertura dopo Pasqua è dunque ora legge, con l’attesa di una nuova ordinanza o Dpcm nelle prossime ore che sancisca anche a livello regolamentare la sostanziale proroga: «Adesso non bisogna commettere errori, non è cessato l’allarme. L’obiettivo è riportare stabilmente l’indice del contagio sotto 1, perciò non dobbiamo cedere ai facili ottimismi», ha ribadito ancora il Ministro della Sanità concludendo poi il suo intervento con «graduare la riduzione delle attuali limitazioni, adottando adeguati e proporzionali misure di prevenzione per evitare che riesplodano nuovi e gravi focolai di infezione. E dobbiamo uscire da questa crisi più forti di come ne siamo entrati: siamo nel pieno di una fase durissima».


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