Congedo mestruale per donne e transgender/ Azienda indiana prevede 10 giorni all’anno

- Alessandro Nidi

Una novità che, a suo modo, potrebbe determinare una svolta storica nel mondo del lavoro: protagonista la multinazionale Zomato

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Ciclo doloroso (web)

Una novità che, a suo modo, potrebbe determinare una svolta storica nel mondo del lavoro e, oggettivamente, legittima e motivata: la multinazionale indiana Zomato, attiva nella fornitura di servizi online per cercare ristoranti e ordinare cibo a domicilio, ha comunicato l’istituzione di un congedo mestruale retribuito e pari a dieci giorni all’anno per tutte le sue dipendenti di sesso femminile e per i dipendenti transgender, valido per giunta in tutte le nazioni in cui è presente con le sue sedi. Come riporta “Il Post”, il fondatore e amministratore delegato della società, Deepinder Goyal, ha spiegato che alla base di tale decisione vi è la volontà di favorire una cultura basata sulla fiducia, sulla verità e sull’accettazione. Non dovrebbero esserci vergogna o stigma legati al fatto di ricorrere a questo diritto, anzi: dovresti sentirti libera di dire o scrivere ai colleghi che quel giorno sei in congedo mestruale”.

CONGEDO MESTRUALE: PERCHÉ PROPRIO 10 GIORNI?

Zomato, nel rendere nota la scelta di introdurre il congedo mestruale retribuito, ha spiegato il perché della tempistica individuata (dieci giorni annui): “La maggior parte delle donne ha quattordici cicli mestruali in un anno. Considerando le probabilità che i giorni di dismenorrea siano durante il fine settimana, possono ragionevolmente essere utili dieci giorni all’anno”. Inoltre, come si legge su “Il Post”, il congedo mestruale può essere richiesto dalle dipendenti di Zomato utilizzando un portale telematico dedicato alle risorse umane, ma senza poter fruire di più di un giorno per ogni ciclo mestruale, dal momento che, secondo il ragionamento della multinazionale, la dismenorrea dura solamente un giorno. Non è tutto: chi utilizza il congedo mestruale è esortato a denunciare a un indirizzo mail dedicato i casi in cui colleghi o colleghe critichino la loro scelta o facciano commenti ed esternazioni sgradevoli a tale proposito.

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