Congresso Lega, Salvini col presepe/ Presente anche Bossi “Se vuole il simbolo…”

- Davide Giancristofaro Alberti

Congresso Lega, Matteo Salvini arriva a Milano con un presepe. Presente anche il senatur Umberto Bossi che avvisa il leader del Carroccio: “Se vuole il simbolo…”

bossi salvini
Salvini e Bossi a Pontida (LaPresse)

E’ in corso il congresso della Lega a Milano, una sorta di nuovo inizio per il Carroccio, come confermato anche dal leader Matteo Salvini, intercettato all’arrivo presso l’Hotel Da Vinci: “Oggi è l’inizio di un bellissimo percorso, è il battesimo di un movimento che ha l’ambizione di rilanciare l’Italia nel mondo”. L’ex ministro dell’interno si è presentato con un presepe in mano, donatogli da alcuni artigiani campani, maestri di questa arte. Lo scopo del congresso, come ricorda TgCom24.it, è quello di modificare lo statuto federale del partito che venne fondato nel lontano 1991, vent’otto anni fa, dal “senatur” Umberto Bossi, come federazione delle forze politiche autonomiste allora esistenti. E all’appuntamento si è presentato anche lo stesso Bossi, arrivato in carrozzina, che ha avvisato Salvini: “Se Salvini vuole avere la possibilità di avere il simbolo della Lega nel partito che sta facendo, deve raccogliere le firme”.

CONGRESSO LEGA, DA BOSSI A SALVINI, IL SENATUR “LE SARDINE…”

Lo storico fondatore del movimento ha poi aggiunto: “questo congresso nella sostanza dà la possibilità di avere il doppio tesseramento, sarà possibile essere iscritti alla Lega e alla Lega per Salvini. Questo glielo possiamo concedere, siamo noi che concediamo non è Salvini che ci impone. Salvini non può imporci niente, lo diciamo con franchezza”. Umberto Bossi si è soffermato anche sul popolo delle Sardine, che ha preso piede da un paio di mesi a questa parte, e che sta divenendo sempre più popolare: “Non bisogna sottovalutarle – il monito di Bossi – sono una operazione intelligente, rappresentano la spunta sociale contro il Palazzo. All’inizio lo abbiamo fatto anche noi della Lega. Le Sardine non diventeranno un partito, il partito c’è già e si chiama Pd”. Quindi ha concluso il suo intervento facendo eco al pensiero di Salvini: “Oggi non si chiude nessun partito, non c’è nessun funerale alle porte”.



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