CONSIGLI NON RICHIESTI/ La distanza che aiuta a migliorare il lavoro in azienda

- Luca Brambilla

La capacità di avere una vision è una soft skill importante in azienda. Può aiutare a migliorare il lavoro degli altri e il proprio

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La Gioconda, foto Pixabay.it

Prosegue il ciclo di articoli sui grandi del Rinascimento con l’analisi di una Soft Skill particolarmente vantaggiosa soprattutto per coloro che si trovano a occupare posizioni di leadership: la capacità di avere una vision. Sono infatti indispensabili all’azienda le persone in grado di osservare la realtà senza paraocchi o pregiudizi. Spesso, al contrario, proprio chi ha maggiori conoscenze diventa cieco di fronte a ciò che gli avviene attorno, proprio come è accaduto tempo fa all’imprenditore di una Pmi di cui vi riporto la storia.

Il Signor P. – lo chiameremo così – ha costruito da zero la sua azienda con passione e duro lavoro, fino al punto che alle sue macchine si trovavano a lavorare oltre duecento dipendenti. Il figlio del Signor P., che partecipa alla gestione aziendale, si rende conto che è venuto il momento di effettuare un “controllo qualità” sulla produzione e, superando le perplessità del padre, fa intervenire dei consulenti.

Dopo aver osservato e analizzato i processi produttivi per intere giornate, i consulenti presentano la loro relazione al figlio e al Signor P.; questi legge il documento con un certo sospetto, per verificarne l’attendibilità rispetto ai suoi preconcetti, e risulta contrariato dalle conclusioni in cui si sostiene che «l’osservazione sul campo ha evidenziato diverse inefficienze produttive». Una conclusione che gli pare inverosimile, tanto da fargli cacciare in malo modo i consulenti, accusandoli di aver falsato i dati per vendergli un’ulteriore consulenza.

Quando i consulenti ci hanno chiesto un parere sulla vicenda, abbiamo fatto notare che si era creato un fondamentale difetto di comunicazione con quel padre-padrone: il Signor P. infatti, per sua struttura mentale, è poco disposto ad ascoltare (o leggere) un discorso, ma vuole “vedere”. Per convincerlo è necessario mettergli sotto gli occhi delle prove inequivocabili.

I consulenti sono quindi tornati in azienda e, con il supporto del figlio, durante l’assenza del padre, hanno ripreso con videocamere tutti i momenti della produzione in cui gli spazi di miglioramento risultavano evidenti a ogni persona competente. Pochi giorni dopo la sua prima reazione impulsiva, il Signor P. si trova sulla scrivania un DVD contenente i filmati. Il figlio ci ha riferito che suo padre, dopo aver analizzato più volte le immagini, è sceso in produzione e ha riconosciuto ciò che le riprese avevano messo in evidenza. Non solo: ha notato pure che i processi produttivi presentavano ulteriori difetti che i consulenti stessi avevano trascurato. Ha così deciso di richiamarli e di affidare loro un incarico più ampio e costoso rispetto a quello inizialmente preventivato.

Maestro della capacità di osservare la realtà, fin negli aspetti che perfino a molti altri pittori erano sfuggiti, è stato senza dubbio Leonardo da Vinci. Il Maestro si era posto l’obiettivo di raffigurare i volti dei suoi soggetti con estrema minuzia anatomica: ne conseguì per paradosso che quella precisione fisica lasciò trasparire l’anima della persona. Basti pensare in proposito alla descrizione fatta dal Vasari della famosa Gioconda, «nella qual testa chi voleva vedere quanto l’arte potesse imitar la natura, agevolmente si poteva comprendere; perché quivi erano contraffatte tutte le minuzie che si possono con sottigliezza dipingere».

Analogamente Leonardo raffigurò nelle immagini di paesaggio ciò che solo dopo oltre quattrocento anni la fotografia ha messo in evidenza. La “prospettiva aerea”, che il toscano affinò con l’osservazione del paesaggio lombardo, suggerisce infatti l’effetto della distanza, non per mezzo di linee prospettiche, ma attraverso la degradazione progressiva dell’intensità dei colori, il loro virare verso il violetto, la minor definizione dei contorni a mano a mano che l’occhio si spinge più lontano. Persino le innovative rappresentazioni del paesaggio introdotte dai pittori dell’Impressionismo francese sono in questo senso debitrici di Leonardo.

Le sue vedute prospettiche possono ispirare nell’imprenditore odierno la vision, ossia la visione strategica, nella quale si prospettano scenari che si estendono oltre ciò che è immediatamente visibile. D’altra parte, le magiche raffigurazioni di volti dipinte dal genio possono stimolare la capacità di osservare, durante gli incontri personali, ciò che è fondamentale cogliere per instaurare una relazione nella quale l’altro possa sentirsi compreso.

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