CONSIGLI NON RICHIESTI/ Quando scrivere aiuta a lavorare meglio

- Luca Brambilla

Scrivere è importante e può essere di aiuto anche sul lavoro. Basta pensare ad almeno quattro vantaggi che si potrebbero ottenere

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Da diversi anni sto seguendo un suggerimento che mi ha dato un mio maestro e che ha cambiato la mia vita. L’indicazione che mi ha dato quella persona è semplice: “Scrivi ogni giorno. Appuntati ogni cosa importante che leggi o pensi”. All’epoca non ero un provetto scrittore e col tempo ho scoperto che non lo sarei mai diventato, semplicemente perché non ho assolutamente quel talento. Ma è qui che le cose si fanno interessanti per tutte quelle persone normali come me. Scrivere un po’ tutti i giorni è infatti fondamentale anche per noi “normodotati”. Ecco quali vantaggi si traggono dallo scrivere quotidianamente:

1) Si è obbligati a fare il punto della situazione professionale e personale. Dovendo scrivere qualcosa ogni giorno, sono partito per questo progetto tenendo un diario personale in cui, ancora oggi, scrivo i fatti più importanti accaduti durante la giornata. Questa semplice attività è utilissima a tutti coloro che lavorano perché permette di creare un momento di sintesi in cui giudicare ciò che si sta facendo. Un imprenditore che non riflette sulla propria giornata lavorativa è come una bussola impazzita.

2) Si impara a fare strategia. Dopo un periodo in cui mi sono limitato a scrivere quotidianamente una rapida cronaca degli avvenimenti più importanti, mi sono accorto che involontariamente sono emerse, dalla mia mente e dal mio pugno, delle semplici strategie per far sì che diventasse più facile replicare gli eventi conclusisi positivamente ed evitare, invece, situazioni insoddisfacenti come quelle già affrontate. Anche in questo caso il suggerimento per coloro che lavorano è passare da una fase di analisi degli elementi presenti nel diario a una più proattiva e creativa, indirizzata alla creazione di una strategia sulla base dei dati raccolti. A un momento di riflessione deve sempre seguire un momento di azione.

3) Si studia e si legge di più. Come per gli altri vantaggi, il cambio di passo nella scrittura è avvenuto quasi in automatico. Mi sono accorto che, per ampliare le mie riflessioni su argomenti specifici, era indiscutibilmente necessario studiare e leggere in misura sempre maggiore, al fine di recuperare i dati essenziali alla mia riflessione. Così ho iniziato, giorno per giorno, a ritagliarmi dei momenti di lettura a cui faccio seguire dei momenti di scrittura di articoli. Quando, all’interno di un’azienda per cui lavoro, faccio riflettere le persone in aula sulle tematiche che insegno, come ad esempio la negoziazione, spesso emerge che non sono sufficientemente preparati. In questo caso li incoraggio sempre ad approfondire ciò che hanno intuito attraverso le loro esperienze e quindi a studiare di più. Infatti, più si scrive, più ci si rende conto che non si possiede mai fino in fondo la materia trattata.

4) Si diventa esperti. Anche questo passaggio è avvenuto in assoluta normalità. Pubblicando con costanza su giornali e riviste si diventa, col tempo, un punto di riferimento autorevole. Il direttore di un importante master che ho frequentato, ad esempio, mi ha detto: “Prendo te come professore, anche se sei giovane, perché scrivi spesso articoli. Si vede che studi e che sei più preparato rispetto ad altri docenti più imbalsamati”. Anche in campo aziendale accade la stessa dinamica: chi continua a documentarsi su un certo argomento e scrive su quel tema, diventa inesorabilmente nel tempo un punto di riferimento per gli altri. Penso, ad esempio, a un direttore di produzione che ho conosciuto recentemente, il quale sui social pubblica spesso dei post in cui spiega i trucchi del suo mestiere. Per intenderci, questi post hanno un seguito alla stregua di quelli che potrebbe avere un noto cantante.

Se quelli elencati in breve sono i vantaggi che si ottengono dallo scrivere, vorrei concludere ora con il miglior modo per iniziare a farlo: cominciate scrivendo poche cose, ma che siano interessanti e soprattutto fatelo tutti i giorni. L’invito, infatti, è quello di generare un’abitudine sana che possa essere portata avanti nel tempo, non certo quello di scrivere al primo colpo un’opera che possa vincere il premio Pulitzer. Nel mio caso gli argomenti di cui scrivo sono gli stessi che tratto nel mio lavoro, ma ciò avviene semplicemente perché amo il mio mestiere e le sue dinamiche. L’importante è, in ogni caso, iniziare a scrivere.

Ad esempio, qualche tempo fa  ho lavorato con una top manager per organizzare con lei un evento. Questa persona non aveva l’abitudine di scrivere, così l’ho convinta a iniziare trascrivendo le ricette che sapeva preparare meglio, sulla base della sua grande passione per la cucina. Tempo dopo mi ha riferito che aveva trovato “molte similitudini tra l’organizzare gli ingredienti per una buona cena e quelle per organizzare un buon meeting di lavoro”.

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