Consiglio di Stato contro Conte per Dl semplificazioni/ “Smantellata tutela giudice”

- Silvana Palazzo

Consiglio di Stato contro il premier Giuseppe Conte per il decreto semplificazioni: “Così si smantella la tutela del giudice”. Si lamenta meno tempo per studiare carte

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Giuseppe Conte (LaPresse)

Anche il Consiglio di Stato contro Giuseppe Conte. Quella che va in archivio è una settimana senza dubbio complicata per il presidente del Consiglio. Dalla vicenda dei verbali del Cts agli attacchi dall’opposizione, ora il nodo della questione è il decreto semplificazioni. I consiglieri di Stato sono tornati dalle ferie e si sono riuniti il 7 agosto, quindi hanno letto il testo e scritto una nota al veleno contro l’idea di modificare il codice del processo amministrativo, smantellando in questo modo la “tutela del giudice”. Questo accade quando si parla di appalti. Cosa lamentano le toghe amministrative? Lo spiega Repubblica. Sono contrarie ad un intervento legislativo che “incide sull’organizzazione della giustizia amministrativa, e sulla qualità e sull’efficienza del servizio giustizia”. La nota, che è stata approvata all’unanimità dal Consiglio di presidenza, è stata inviata alle Camere e alle commissioni che dovranno convertire il decreto semplificazioni.

CONSIGLIO DI STATO CONTRO CONTE PER DL SEMPLIFICAZIONI

Le toghe scrivono, quindi che “i tempi di definizione dei giudizi in materia di affidamento di opere, servizi e forniture sono straordinariamente celeri, tanto che è possibile ottenere una sentenza definitiva in due gradi in meno di un anno e una pronuncia cautelare in trenta giorni”. Per questo ora si ritiene in maniera unanime che “i ricorsi in materia di appalti non sono causa del ritardo nella realizzazione delle opere pubbliche”.

Ma dopo il decreto semplificazioni i tempi del giudizio provvisorio, quello cautelare, diventano quelli della sentenza. Questo vuol dire che le parti avranno pochissimo tempo per studiare la causa e difendersi. Stesso discorso per il giudice che dovrà decidere su cause di milioni di euro e di centinaia di pagine ma in tempi molto stretti. Questo va dunque a scapito del rispetto della legalità negli appalti. Qui si trovano le perplessità maggiori del Consiglio di presidenza, che infatti scrive: “Non si comprendono le reali ragioni dell’intervento normativo che corre il rischio, se applicato letteralmente, di pregiudicare le garanzie di difesa dei cittadini e delle imprese e rimettere il controllo di legalità esclusivamente alla sede penale”. Nei giorni scorsi era stata diffusa una tabella dei tempi dei giudizi cautelari davanti al Tar e quelli presso il Consiglio di Stato. I tempi nel 2019 si sono abbassati e stanno migliorando anche tempi di durata dei giudizi, scesi sotto l’anno per la sentenza definitiva, quindi per i due gradi di giudizio.



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