CONSUMI/ I brand delle insegne distributive sfidano la crisi: +9,8% nel 2020

- Manuela Falchero

Le referenze proposte dalle catene con marchi propri rappresentano una risorsa per la ripartenza economica e la sfida della transizione ecologica

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Foto di Igor Ovsyannykov da Pixabay

Nel 2020 hanno fatto risparmiare alle famiglie italiane circa 2 miliardi di euro. E così i prodotti alimentari a Marca del Distributore – ovvero tutte quelle referenze proposte dalle insegne distributive con il proprio marchio o con un marchio che le insegne stesse hanno scelto per identificare specifiche linee – hanno conquistato un posto di sempre maggior rilievo nel carrello della spesa dei nostri connazionali.

Prova ne è che il loro giro d’affari è cresciuto nel 2020 del +9,3%, raggiungendo una quota di mercato pari al 20%, cioè 0,5 punti percentuali in più rispetto all’anno precedente. Il settore è così arrivato a muovere 11,8 miliardi di euro di fatturato sviluppati grazie a una filiera composta da 1.500 industrie partner – aziende alle quali le insegne affidano la produzione delle proprie linee a marchio -, di cui circa l’85% rappresentato da piccole e medie imprese italiane. 

La ricetta di questo successo – indicano ADM e MarcabyBolognaFiere – si basa su una nutrita serie di ingredienti: innovazione, ricerca di qualità, attenzione al sostegno delle produzioni Made in Italy. Tutti fattori che hanno permesso a questa filiera di rappresentare per la Distribuzione Moderna un fattore in grado di generare valore e una leva che può contribuire allo sviluppo economico del Paese, accompagnandone il rilancio secondo criteri sempre più green. 

La sostenibilità è infatti un fattore particolarmente presente in questa industry. La conferma viene dalle indagini sul campo. Il Position Paper di The European House – Ambrosetti “Dall’emergenza al rilancio sostenibile: il contributo della Marca del Distributore” rivela infatti che le insegne distributive selezionano le industrie partner, seguendo vari criteri di produzione e packaging, tutti rigorosamente ispirati a una filosofia verde. Sotto la lente delle catene finiscono in particolare la richiesta di attenzione nell’utilizzo di sostanze chimiche, la garanzia di tracciabilità della filiera e di tutela del benessere animale, la capacità di riduzione della plastica e di utilizzo di imballaggi riciclabili. 

E non è tutto. Sempre secondo il Position Paper di The European House – Ambrosetti, la transizione verso modelli di produzione e consumo sostenibili viene considerata una priorità strategica da oltre l’80% delle insegne distributive e delle aziende partner che hanno realizzato investimenti specifici o che li hanno programmati nei prossimi tre anni. 

“La Marca del Distributore – conclude Valerio De Molli, Managing Partner & CEO di The European House – Ambrosetti – è diventata, ancor più nel 2020, una leva chiave per l’affermazione di un nuovo modello di Società che mette al centro il benessere dell’individuo”.

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