CONSUMI/ L’alert di Federdistribuzione sull’aumento del “carrello della spesa”

- Manuela Falchero

L’associazione lancia l’allarme puntando il dito su ortofrutta e filiera cerealicola. Richiesti robusti interventi a supporto della domanda interna

volontari spesa multati
Lapresse

È allarme sui prezzi delle materie prime agricole. A lanciarlo è Federdistribuzione, che punta il dito su alcuni specifici prodotti. “Il “carrello della spesa”, ovvero l’insieme dei prodotti acquistati nei supermercati – afferma Carlo Alberto Buttarelli, Direttore Relazioni con la Filiera e Ufficio Studi di Federdistribuzione – a maggio 2021 continua a registrare un segno negativo rispetto ai valori fatti segnare a maggio 2020, arretrando dello 0,8%. Se però il raffronto viene fatto con aprile 2021, emerge un incremento dello +0,4%, indice dei primi segnali di tensione sulla dinamica dei prezzi di alcune categorie alimentari, come nel caso dell’ortofrutta, dove incide la stagionalità in ritardo, e della filiera cerealicola, in cui i prezzi all’origine sono aumentati di oltre 8 punti percentuali nei primi quattro mesi del 2021”.

La tendenza segnalata da Federdistribuzione dovrà essere una “sorvegliata speciale”, da monitorare attentamente per evitare che si rifletta, a valle della filiera, sui prezzi al consumo, ovvero sul borsellino dei consumatori.

Quello che si profila è dunque un contesto in evoluzione, in cui la Distribuzione Moderna conferma di voler rappresentare un punto di riferimento autorevole. “Il comparto – conferma Buttarelli – esercita un ruolo di forte responsabilità, con l’impegno a trovare un equilibrio tra il potenziale aumento dei prezzi della produzione e delle materie prime, e la tutela del potere d’acquisto delle famiglie”.

Per centrare l’obiettivo è però importante un intervento di sistema. “Il ritorno a livelli pre-pandemia del clima di fiducia di imprese e consumatori è un segnale importante che, tuttavia, non si traduce ancora in realtà – avverte Buttarelli -. Riscontriamo una domanda debole e, anche a fronte del ritorno alla piena operatività dei Centri Commerciali, la ripartenza della macchina dei consumi appare ancora timida. È necessario dunque intervenire con misure robuste a supporto della domanda interna, per superare definitivamente le preoccupazioni economiche residue e innescare a pieno la ripresa”.

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