Conte alla Camera: “Scenario 3 in Italia”/ Video, “senza Dpcm sarebbe lockdown”

- Niccolò Magnani

Presidente Conte, il question time alla Camera: video intervento, “Italia con scenario tipo 3, senza Dpcm sarebbe già lockdown”. Tutte le risposte del Premier ai deputati

Conte alla Camera
Premier Conte, question time alla Camera (LaPresse, 2020)

«Le restrizioni anti-Covid che anche altri Paesi hanno adottato, rispondono a una precisa strategia del governo volta a gestire la pandemia senza rimanere sopraffatti. L’esperienza ci insegna che preservando la salute pubblica proteggiamo meglio il tessuto economico e produttivo del Paese»: così il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte è intervenuto nel previsto Question Time alla Camera dei Deputati, l’indomani dell’ultimo Decreto Ristori che domani verrà presentato – assieme alle misure del Dpcm 24 ottobre – in entrambi i rami del Parlamento. L’obiettivo del Governo è quello di evitare in ogni modo il lockdown, dato che «danneggerebbe in misura ancora maggiore l’economia del Paese» ma questo potrebbe non essere sufficiente se i cittadini «non rispettano le norme messe in campo nell’ultimo Dpcm». Alle diverse domande poste dai deputati, il Capo del Governo illustra il criterio delle misure prese con l’ultimo decreto assai stringente per le attività commerciali: «Non abbiamo adottato misure secondo un criterio arbitrario né operando una gerarchia di valori tra le attività». L’ultimo Dpcm risponde allo scenario numero 3 elaborato da uno studio dell’Istituto Superiore di Sanità e il suo effetto va valutato, aggiunge il Premier, «nell’arco di due settimane. Sono misure severe, le abbiamo illustrate preventivamente ai capigruppo di maggioranza e opposizione, ma le riteniamo assolutamente necessarie per contenere la diffusione dei contagi. Diversamente la curva è destinata a sfuggirci di mano».

LO SCENARIO DI CONTE E IL NODO “LOCKDOWN”

Lo scenario 3 dell’Iss prevede – lo ricorda ancora il Premier – «possibilità di interruzione di alcune attività particolarmente a rischio, anche su base oraria, possibilità di lezioni scaglionate per la scuola, incremento dello smart working per decongestionare i trasporti». Di contro però, lo scenario europeo in queste ore sembra dare ulteriori “conferme” al rischio di un nuovo lockdown anche in Italia, nonostante l’assicurazione del Governo fin nell’ultimo Dpcm di domenica scorsa: «il quadro europeo della pandemia è allarmante. Molti Paesi – ha sottolineato Conte alla Camera – presentano un notevole incremento dei positivi e anche Francia e Germania annunciano misure restrittive». Illustrando poi i diversi contenuti del Decreto Ristori, Conte ha sottolineato come non si possa preservare l’economia del Paese senza la salute pubblica: «la messa a punto del Dpcm è finalizzata da un lato a preservare la tenuta del sistema sanitario nazionale e dall’altro a scongiurare un lockdown generalizzato che danneggerebbe ancor di più l’economia del Paese». Particolarmente delicato il passaggio sul tema trasporti, con il Presidente del Consiglio che replica alle critiche avanzate dai banchi del Centrodestra: «Il Mit sta valutando l’incremento del numero di corse», ma è evidente – conclude Conte – ci sia «un’oggettiva difficoltà di assicurare che le misure di sicurezza e distanziamento siano rispettate nel corso dell’intera giornata» e così le misure del Dpcm «sono finalizzate ad alleggerire i flussi nei trasporti».



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