Conte cancella i meetup M5s: è caos/ “Così può scegliere i candidati senza disturbo”

- Carmine Massimo Balsamo

Base pentastellata in fibrillazione per quanto contenuto nel nuovo statuto targato Giuseppe Conte: critiche durissime all’ex premier

conte
L'ex premier Giuseppe Conte (LaPresse)

Inizio in salita per Giuseppe Conte alla guida del Movimento 5 Stelle. Come vi abbiamo raccontato, il nuovo Statuto ha mandato su tutte le furie gli attivisti pentastellati, un testo definito illegittimo. La base ha citato 18 motivi per votare no al documento (votazione 2-3 agosto su SkyVote) e uno dei passaggi principali è legato agli storici meetup, che hanno consentito al Movimento di diventare prima forza politica del Paese nel 2018, ma non solo…

Il Messaggero evidenzia che Conte deve fare i conti con le pesanti critiche di big e parlamentari, soprattutto quelli radicati sui territori. Riflettori accesi sul terzo paragrafo dell’articolo 25 del nuovo Statuto, in grado di azzerare ogni altro potere interno tranne il proprio. Al punto C dell’art. 18 viene ribadito: «Sono disciolti, a far tempo dall’approvazione del presente Statuto, i gruppi locali e le formazioni locali auto-costituiti nel tempo o comunque di fatto già operanti».

Conte cancella i meetup M5s: è caos

In altre parole, Giuseppe Conte ha posto la parola fine sui meetup, il nucleo costitutivo che ha reso possibile il Movimento 5 Stelle e lo ha fatto crescere. Ed è una bruttissima notizia per molti volti di spicco del mondo pentastellato, a partire dal garante Beppe Grillo, che «nuota e naviga da sempre» nei comitati territoriali. Ma basti pensare anche solo Virginia Raggi e Roberto Fico, sostenuti con grande ardore dalle basi locali. L’addio ai meetup significa tagliare le radici, è l’accusa principale rivolta a Giuseppe Conte. Ma l’ex premier deve fare i conti anche con le durissime critiche sulle candidature: con questa nuova linea, sarà lui a decidere tutto senza dover mediare con nessuno. «Nessuno avrebbe più una propria costituency e un proprio mondo di riferimento. Perfino Grillo, nell’indebolimento di tutto eccetto il nuovo leader, resterebbe un monumento ma senza una base su cui poggiare i piedi. E questa condizione non gli va certo a genio», rimarca Il Messaggero.



© RIPRODUZIONE RISERVATA