Conte “col mio Governo porti mai chiusi”/ Realtà “alternativa” per allearsi con Letta

- Niccolò Magnani

Conte al meeting con Bettini e Letta: “col mio Governo mai porti chiusi”. Iacoboni (e una foto) lo stana: “stavi con Salvini e venivi elogiato da Trump”. Realtà “alternativa” per piacere Pd

Salvini Conte
Giuseppe Conte e Matteo Salvini: i Decreti Sicurezza durante Governo Lega-M5s (LaPresse)

«Non è mai successo con un mio governo che un porto rimanesse chiuso… perché alla fine sono sbarcati comunque… anche se… con qualche giorno soverchio»: lo ha detto ieri Giuseppe Conte nell’incontro in video collegamento con Enrico Letta, Goffredo Bettini e Elly Schlein per quello che dovrebbe essere l’inizio (o meglio, la prosecuzione) del dialogo-rapporto tra Pd e M5s in vista delle prossime Elezioni. Al di là delle considerazioni politiche che si possono fare sull’alleanza di Centrosinistra – con fortissime resistenze all’interno di entrambi i partiti per un accordo tutt’altro che ben digerito – salta un dato immediato: Conte è stato Premier in due diversi e opposti Governi, il primo dei quali con la Lega di Salvini che si trova tra indagini e processi su diversi casi (Open Arms, Gregoretti) proprio per la politica dei “porti chiusi” di quel periodo.

A stanare il passaggio detto dall’ex Premier ieri – oltre alle semplici foto che immortalano Conte e Salvini alla presentazione dei Decreti Sicurezza durante il Governo gialloverde – è il giornalista della Stampa, Jacopo Iacoboni, che oggi rilancia «A questo punto cancelliamo il processo a Matteo Salvini, ministro dell’ interno del governo Conte 1, accusato di aver sequestrato la nave Open Arms». Secondo il cronista però i fatti storici non reggono la tesi di Conte: «stavi con Salvini e venivi elogiato da Trump (con il memorabile “Giuseppi”, ndr) sui migranti».

L’AMBIGUITÀ E L’AUTOREVISIONISMO DI CONTE

Iacoboni prosegue nella sua intemerata e attacca «Sulle sofferenze gratuite inflitte a decine di esseri umani in mare, lasciamo valutare il Pd: le parole di Conte sono state dette davanti a Goffredo Bettini e Enrico Letta alla riunione online della neonata corrente di Bettini». Ha buon gioco a chiamarlo “autorevisionismo storico” dato che il leader in pectore del M5s parla con la corrente di un altro partito (”Agorà“ di Bettini) per provare a convincerli dell’alleanza prima ancora di aver convinto il proprio partito (i 5Stelle) della bontà di questo processo. Per Iacoboni tutto ciò avviene «Quasi come se uno, dopo essersi alleato con Salvini, si alleasse con la sinistra», realtà infatti puntualmente avvenuta. L’ambiguità è ingombrante in effetti e ha di nuovo “vita facile” Iacoboni nel ricordare cosa diceva Conte in un meeting durante la sua prima esperienza di Governo, “punzecchiato” sul populismo e sovranismo di Lega e M5s: «Dobbiamo riconoscere che destra e sinistra, nel dibattito politico, hanno perso la loro connotazione». Ma al Pd cosa ne pensano? Letta l’alleanza la vorrebbe fare («l’unico modo per battere le destre») ma mica tutti sono convinti, come dimostra già solo oggi l’ex Presidente Dem Matteo Orfini sui social «Conte: “con i miei Governi porti mai rimasti chiusi”. Ci vuole tanta pazienza…».



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