Conte e Autostrade, nessun accordo!/ E prende ancora tempo: “Non ci sono condizioni”

- Silvana Palazzo

Conte e Autostrade, accordo lontano e il premier prende ancora tempo: “Non ci sono condizioni. Da definire molte questioni, trattativa dura e faticosa”

Conte e De Micheli a Genova
Il premier Giuseppe Conte e la ministra Paola De Micheli al nuovo Ponte di Genova (LaPresse)

Il premier Giuseppe Conte è a Genova per commemorare la tragedia del crollo del Ponte Morandi di Genova. In questi giorni si sta intanto «finalizzando» il negoziato con Autostrade. «Confido che la soluzione definitiva possa rivelarsi un concreto segnale», ha dichiarato il presidente del Consiglio a La Stampa, riferendosi alle famiglie delle vittime della tragedia del Ponte Morandi. Eppure sui tempi di questa trattativa non ci sono certezze, anzi Conte resta prudente. «Ci stiamo lavorando senza sosta, anche in questi giorni. Rimangono da definire molte questioni di dettaglio». Quel che conta per il premier è che «siano rispettati tutti gli impegni assunti da Aspi e da Atlantia con la lettera del 14 luglio scorso». Il presidente del Consiglio a proposito del procedimento di constatazione aperto a suo tempo ha aggiunto che «si chiuderà solo quando verranno apposte tutte le firme ai relativi accordi». A due anni dal crollo mancano ancora le firme. «Se ci fossero state le condizioni per chiudere prima l’accordo, lo avremmo fatto senza indugio. Purtroppo è stato un confronto faticoso, molto duro».

CONTE E AUTOSTRADE, GIALLO FIRME: ACCORDO IN STALLO

Il premier Giuseppe Conte si dice fiducioso riguardo il negoziato con Autostrade. «Possiamo dire di avere prefigurato una soluzione equilibrata, che garantisce il preminente interesse pubblico nella gestione di un’infrastruttura che rappresenta una dei maggiori asset strategici per il Paese», ha dichiarato a La Stampa. A proposito dei “lavori in corso”, il presidente del Consiglio ha spiegato che al momento «sono due i tavoli tecnici in corso, quello per riscrivere la concessione e quello che riguarda il nuovo assetto della società». Sulla revoca delle concessioni le parti convergevano sull’ingresso dello Stato in Aspi tramite Cassa Depositi e Prestiti, quindi sullo scorporo di Aspi da Atlantia. Ma l’accordo appare ancora lontano. La trattativa appare, infatti, ancora in stallo. C’è anche la questione delle responsabilità per la mancata manutenzione, che l’esecutivo non ha intenzione di tralasciare. Dunque, l’accordo futuro con Aspi per il Governo non deve eliminare azioni per negligenze evidenti. «Tutelare la salute e la sicurezza dei cittadini passa inevitabilmente dall’accertamento di responsabilità presenti, passate e future, ove sussistano gravi inadempienze e imperdonabili negligenze», ha assicurato Conte.

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