SALVINI VS LETTERA CONTE “VUOLE MINISTRO PD“/ Di Maio “il 20 noi col Premier”

- Niccolò Magnani

Crisi di Governo in tre lettere: Conte attacca “Salvini sleale”, Ministro replica “vuole il Pd”. Controrisposta di Di Maio “Lega pentita ma frittata è fatta”

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Il vicepremier Matteo Salvini e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa (LaPresse)

In una crisi di Governo nel mezzo di Ferragosto si torna indietro di “anni” col un trionfo di lettere che “affolla” la già complessa situazione politica tra Lega, M5s e opposizioni: dopo l’attacco frontale del Premier Conte, il Ministro dell’Interno risponde punto su punto alle critiche anche pesanti del Presidente del Consiglio «leggo con stupore che Lei mi rimprovera una “ossessione” per i “PORTI CHIUSI”, parla di rabbia, slealtà, ansia, foga e altro ancora. Sono stato leale e sempre lo sarò nel pieno rispetto di ogni carica istituzionale e, prima di tutto, nei confronti dei cittadini che incontro e che mi chiedono di intervenire». Poi ancora aggiunge «Quindi confesso la mia “colpa”, caro Presidente, la mia “ossessione” nel contrastare ogni tipo di reato compresa l’immigrazione clandestina. Faccio il Ministro per difendere i confini, la sicurezza, l’onore, la dignità del mio Paese. Con me i porti sono e rimarranno CHIUSI ai trafficanti e ai loro complici stranieri». Per Salvini il Premier Conte «ha fatto uno sfogo umorale io devo rispondere con le leggi», mentre in merito ad un possibile dialogo in extremis col M5s il leader della Lega conclude «Secondo me non c’è possibilità, poi se qualcuno vuole dialogare io sono qua, sono la persona più paziente del mondo e il mio telefono è sempre acceso e in questi giorni squilla parecchio». Alle due lettere non poteva che mancare la terza dell’altro vicepremier, Luigi Di Maio, che sempre augurando il Ferragosto a tutti mette i punti sulle “I”: «Salvini ora è pentito, ma ormai la frittata è fatta. Ognuno è artefice del proprio destino. Buona fortuna. Di punto in bianco ha deciso di far cadere il governo. Quindi è inutile che ora sbraiti, è colpa sua se ci troviamo in questa situazione. Il 20 agosto noi ministri M5s saremo al fianco di Conte per sostenerlo contro la sfiducia della Lega».

CONTE ATTACCA IL SUO VICEPREMIER

Il Governo, se mai ci fosse voluto una conferma in più, è definitivamente finito: con la lunga (e inconsueta) lettera aperta del Premier Giuseppe Conte rivolta al Ministro dell’Interno Matteo Salvini la frattura interna tra M5s e Lega diventa insanabile e non poteva che avvenire sul punto che più volte ha visto i due alleati di Governo litigare in questi mesi, il tema dell’immigrazione. Con l’emergenza in corso del caso Open Arms – la nave Ong è nel porto di Lampedusa in attesa di poter sbarcare i 147 migranti dopo l’ennesimo divieto del Viminale – il Presidente del Consiglio scrive una lunga lettera pubblicata su Facebook dove sottolinea tutte le distanze tra lui e il suo vice ribadendo come ormai non siano più gestibili le «sleali collaborazioni» da Salvini contro Palazzo Chigi. «Ti scrivo questa lettera aperta perché il caso della nave Open Arms domina ormai le prime pagine dei giornali e perché sono costretto a constatare che anche la corrispondenza d’ufficio tra la Presidenza del Consiglio e il Viminale viene poi riportata sui giornali e allora tanto vale renderla pubblica all’origine, per migliore trasparenza anche nei confronti dei cittadini», scrive Conte nell’incipit andando subito poi al punto nodale «Un chiaro esempio di sleale collaborazione, l’ennesima a dire il vero, che non posso accettare».

LETTERA APERTA CONTE CONTRO IL MINISTRO SALVINI

Il tema dell’immigrazione, spiega Conte, è più complesso della formula «porti chiusi» di salviniana adozione: «mi batterò sino all’ultimo giorno perché si affermi un meccanismo europeo, da applicare in via pressoché automatica, per operare una redistribuzione che veda tutti i Paesi dell’Unione pienamente coinvolti, in modo da evitare che i Paesi di primo sbarco, come l’Italia, siano abbandonati a se stessi». Ancora Conte sottolinea come «La tua foga politica e l’ansia di comunicare, tuttavia, ti hanno indotto spesso a operare ‘slabbrature istituzionali’, che a tratti sono diventati veri e propri ‘strappi istituzionali», e aggiunge subito dopo «per queste ragioni mi sono ritrovato costretto a intervenire varie volte – l’ho fatto perlopiù riservatamente – non per l’ansia di contrappormi politicamente alle tue iniziative, ma per la necessità di rivendicare l’applicazione del principio di ‘leale collaborazione’, che è fondamentale per il buon funzionamento delle istituzioni pubbliche». Conte è rimasto sorpreso della battuta pubblica fatta ieri da Salvini proprio sul tema Open Arms, «ieri hai riassunto questa mia posizione attribuendomi, genericamente, la volontà di far sbarcare i migranti a bordo. Comprendo la tua fedele e ossessiva concentrazione nell’affrontare il tema dell’immigrazione riducendolo alla formula ‘porti chiusi’»

LA FRATTURA E IL POTERE

Matteo Salvini intervenendo da Castel Volturno dove ha presieduto il comitato ordine e sicurezza delle forze di polizia ha replicato punto su punto al Premier Conte: «a lui ho già risposto con i numeri. Io sono colpevole di avere ossessione su sicurezza italiano: se qualcuno vuole tornare al passato e alle 200mila sbarchi di migranti in Italia, ha trovato il Ministro dell’Interno sbagliato. Se si vuole un Ministro del Pd basta dirlo; mi spiace che invece di dire queste cose a voce si utilizzino lettere sui social mentre io sono qui a coordinare anche il fronte Open Arms». In conclusione alla lunga lettera di accuse al leader della Lega, sposando dunque in pieno la causa M5s, il Premier Conte scrive «Siamo ormai agli sgoccioli di questa nostra esperienza di governo. Abbiamo lavorato fianco a fianco per molti mesi e ho sempre cercato di trasmetterti i valori della dignità del ruolo che ricopriamo e la sensibilità per le istituzioni che rappresentiamo»; ultima invettiva proprio nelle ultime righe, dove Conte aggiunge «Sei un leader politico e sei legittimamente proteso a incrementare costantemente i tuoi consensi. Ma parlare come Ministro dell’Interno e alterare una chiara posizione del tuo Presidente del Consiglio, scritta nero su bianco, è questione diversa».



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