Conte non accompagna il figlio a scuola/ La preside: “deve rimanere in secondo piano”

- Niccolò Magnani

Premier Giuseppe Conte non accompagna il figlio a scuola (come invece aveva detto): la preside “giusto che rimanga in secondo piano per il bene di Niccolò”

Conte e il figlio
Premier Giuseppe Conte con il figlio Niccolò ad una manifestazione (LaPresse)

Riapre la scuola e la polemica sul Premier Giuseppe Conte esplode sui social: durante la conferenza stampa di presentazione dell’anno scolastico a Palazzo Chigi, il Presidente del Consiglio aveva precisato «Non solo sono fiducioso per l’inizio, ma sarò tranquillo di portare mio figlio a scuola. Anzi, gli comunicherò tutto l’entusiasmo di questo anno, la fatica dello studio, ma anche la soddisfazione delle conquiste del sapere». Oggi però, al primo suono della campanella, il figlio Niccolò (studente di terza media alla Belli – Col di Lana, nel quartiere Prati a Roma) il Capo del Governo non si è presentato: ufficialmente per motivi istituzionali (era infatti alla conferenza sui 45 anni degli accordi di Helsinki), ma con ogni probabilità per evitare di porre il figlio alle attenzioni eccessive di giornalisti e commentatori. «Io penso che il presidente Conte è una figura che deve restare un po’ in secondo piano, va a tutela del figliolo. Questo non è né meglio né peggio: purtroppo ci sono ruoli in cui non si può esercitare l’essere genitori con le libertà con cui si vorrebbe», ha spiegato la preside dell’istituto romano, Carla Costetti replicando alle domande dei giornalisti “delusi” dalla mancata presenza del Presidente Conte.

CONTE E L’INIZIO DELLA SCUOLA

«Se fosse venuto gli avrei detto buongiorno», sottolinea la dirigente che nei giorni scorsi non aveva nascosto un certo fastidio per diversi nodi ancora non risolti nella ripartenza scolastica post-lockdown. «Non sono arrivati i banchi monoposto, neppure quelli che abbiamo ordinato in luglio. Abbiamo ancora troppe cattedre libere (docenti che devono essere nominati con procedure non di pertinenza della scuola) per cui dovremo limitare le ore di lezione. Devono essere nominati molti docenti di sostegno. Sono in servizio pochissimi collaboratori scolastici», spiegava solo qualche giorno fa la preside. Oggi, a domande insistenti dei cronisti, la dirigente si è fatta molto più diplomatica e si è limitata a spiegare «a luglio avevamo già ordinato 750 banchi che abbiamo comprato come scuola, con i soldi dati dal governo. Non credo che il governo – ha concluso la preside Costetti – si sia occupato troppo tardi delle scuole». Intervenendo a margine della conferenza a Palazzo Borromeo, Conte ha invece rivolto un breve appello all’intero mondo scuola a corredo del videomessaggio di ieri «C’è fiducia ed entusiasmo, questo giorno è importante. Non nascondiamo delle criticità, questa sera confidiamo di ritrovarci anche a fare un primo bilancio. Siamo anche consapevoli che mai come quest’anno stiamo investendo nella scuola, a dispetto della pandemia. Continueremo a valutare con la ministra Azzolina e i ministri competenti questa prima giornata per contribuire alla realizzazione di quest’anno scolastico».

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