“Convertire gay con terapie”/ Israele vs Ministro Peretz “matrimoni misti? Una Shoah”

- Niccolò Magnani

Bufera in Israele contro il Ministro dell’Istruzione Peretz: “convertire i gay, terapie funzionano”. Nuovo scandalo dopo le recenti parole “matrimoni misti tra ebrei nuovo Olocausto”

manifestazione LGBT contro Ministro Peretz
Israele, manifestazione LGBT contro Ministro Peretz (LaPresse, 2019)

«Convertire i gay? Le terapie funzionano..»: è così servita la bufera in Israele contro il Ministro dell’Istruzione Rafi Peretz che con queste parole ha scatenato le opposizioni, l’opinione pubblica anche ben oltre i confini del piccolo Stato Ebraico. In un’intervista a Channel12 News, l’esponente del Governo Netanyahu ha spiegato con dovizia di particolare che «la terapia di conversione degli omosessuali può avere risultati efficaci. Posso dirvi che ho una conoscenza molto approfondita della formazione e l’ho fatto». Per il Ministro della Scuola, nonché ex rabbino dell’Esercito di Israele, praticare una “terapia” del genere è possibile ed è stato utilizzato in passato da lui stesso con alcuni studenti. Inutile dire che tali dichiarazioni hanno scatenato la bufera attorno a Peretz con il Governo attacco per difendere la posizione del suo Ministro dell’Istruzione: «Peretz non merita di essere responsabile del futuro dei nostri figli», ha spiegato il nuovo leader del Meretz (nuova formazione pacifista, ndr) Nitzan Horowitz. Non solo, per l’esponente anti-Governo «La terapia di conversione è una cosa pericolosa che porta i giovani a situazioni difficili, al punto di (avere) pensieri suicidi».

MINISTRO DELL’ISTRUZIONE ISRAELE NELLA BUFERA

Del tutto contro alle parole di Peretz è ovviamente anche l’Aguda, l’associazione LGBT di Israele: «I bambini israeliani non dovrebbero essere esposti al veleno omofobico emanato da qualcuno che afferma di dedicarsi all’educazione e ai valori». Nei giorni scorsi sono “esplose” diverse manifestazioni di comunità LGBT ma non solo nelle piazze di Gerusalemme e Tel Aviv, con il Governo che ha provato a prendere le distanze da Peretz senza però rimuoverlo dal suo incarico: «La sua non è la posizione del governo, né quella del Likud. Se occorrono terapie di inversione, esse vanno dirette semmai contro i pregiudizi e l’ignoranza», ha spiegato il Ministro della Giustizia Amir Ohana, dirigente del Likud e dichiarato omosessuale. Il Premier Netanyahu ha preferito non commentare anche se proprio oggi ha nominato un nuovo consigliere per la Stampa Estera, tal Evan Gary Cohen che lui stesso ha voluto presentare così come «il fondatore della cellula gay nel Likud». Negli scorsi giorni comunque Peretz già aveva fatto piuttosto discutere in Israele per un’altra dichiarazione, se possibile ancora più “forte”, ovvero quando aveva definito i matrimoni misti tra ebrei, specie negli Stati Uniti, come un «secondo Olocausto».



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