COOP ITALIA/ Con la campagna Close the Gap al fianco delle donne

- Manuela Falchero

Tra le prime azioni del progetto, l’adesione dell’insegna alla petizione che richiede il taglio dell’Iva sugli assorbenti dall’attuale 22% al 4%

Una donna a lavoro
Pixabay

La grande distribuzione scende in campo per superare il gender gap. A prendere posizione è Coop Italia che ha appena lanciato la campagna “Close the Gap – riduciamo le differenze”. L’insegna, che fa della presenza femminile una propria cifra distintiva – il 70% dei suoi 50mila dipendenti è donna, come pure sono donne più della metà dei suoi soci attivi sui territori – ha quindi messo a punto un articolato progetto per promuovere la parità di genere femminile e combattere le disparità attraverso l’attivazione di iniziative interne, il coinvolgimento dei fornitori di prodotto a marchio e il lancio di una call to action a vantaggio di soci e consumatori.

Problema globale

Il progetto prende le mosse dalla consapevolezza che il gender gap resta un problema vasto e complesso. I numeri parlano chiaro: secondo il Global Gender Gap Index sui temi dell’equità di genere il nostro Paese figura al 76 posto tra i 153 censiti e al 17esimo sui 20 dell’Europa Occidentale. Peggio di noi fanno solo Grecia, Malta e Cipro. La pandemia ha poi aggravato una situazione già di per sé non felice: l’ultimo dato Istat riferisce che dei 101mila posti di lavoro persi a dicembre scorso 99mila erano femminili e lo stesso smart working, visto con gli occhi delle donne, ha per alcuni aspetti aumentato le difficoltà.

Azione a tutto campo

“Davanti a questo allarmante scenario occorre trovare soluzioni concrete – afferma Marco Pedroni, Presidente Coop Italia e Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori) -. In quest’ottica, Coop intende fare la propria parte, favorendo lo sviluppo di una cultura della diversità e dell’inclusione, dandosi obiettivi concreti da raggiungere insieme ai suoi stakeholder”. Il primo fronte di azione sarà quello interno, che già conta su una apprezzabile base di partenza. “Il principio dell’integrazione – osserva Pedroni – è già parte costitutiva dell’essere cooperativa. I dati in nostro possesso fotografano infatti una situazione sicuramente migliore della media per quanto riguarda, per esempio, la composizione dei nostri consigli di amministrazione, nei quali la componente femminile è del 44%, o la presenza di donne nei ruoli direttivi, dove sfioriamo il 33%. Senza dimenticare che tutte le cooperative contemplano nei loro contratti integrativi la presenza di Commissioni Pari Opportunità e che la presenza rosa è al 50% tra chi frequenta i corsi di formazione per chi ricopre posti di responsabilità. Ci affidiamo poi in molti punti della nostra rete vendita a personale composto unicamente da donne: il monitoraggio degli ultimi tre anni indica un 43% in media di presenza femminile nei ruoli di capinegozio e capireparto”.

Il raggio di azione dell’operazione non si fermerà però nel pur ampio perimetro dei dipendenti Coop. “Intendiamo andare oltre – dichiara Pedroni -, chiedendo anche ai nostri fornitori di lavorare per la parità di genere, dando loro anche la possibilità di partecipare alle iniziative messe a punto presso il centro di formazione delle cooperative di consumatori “Scuola Coop” nell’ambito di uno specifico percorso volto a migliorare consapevolezza e informazione sul tema. In questa stessa logica, i fornitori saranno destinatari di un Premio annuale – la prima edizione è prevista per marzo 2022 -, che nelle intenzioni di Coop dovrebbe essere un incentivo a varare o a migliorare le buone prassi in ambito di equità della remunerazione e delle condizioni di lavoro delle donne. Il Premio sarà peraltro anticipato il prossimo 29 marzo dall’assegnazione di un primo riconoscimento ad alcune imprese fornitrici che già si sono distinte in questo specifico ambito”.

Oltre la Tampon Tax

A queste concrete iniziative si affianca poi la campagna promossa da Coop per sollecitare l’adesione dei consumatori alla petizione “Stop Tampon Tax! Il ciclo non è un lusso”, promossa dall’associazione Onde Rosa con l’obiettivo di tagliare l’Iva sugli assorbenti dall’attuale 22% al 4 per cento. Un’iniziativa che ha già raccolto circa 500 mila firme e che l’insegna distributiva sostiene anche con un’azione ad hoc: dal 6 al 13 marzo tutti gli assorbenti presenti sugli scaffali Coop saranno infatti venduti con l’aliquota ridotta dell’Iva. E non solo. Gli assorbenti della linea “Vivi Verde Coop”, già gravati solo di una tassazione limitata in quanto compostabili, saranno ‘vestiti’ con confezioni che invitano a firmare la petizione.

“La disuguaglianza è generata in primo luogo da elementi strutturali – dice Maura Latini, AD Coop Italia -, come, per esempio, la scarsa rappresentanza di genere che non trasferisce modelli e quindi aspirazioni per le giovani donne, ma inizia anche dalle piccole differenze, come appunto quella che si riscontra nella tassazione dei prodotti di igiene e cura persona: gli assorbenti femminili, beni tutt’altro che di lusso, subiscono la stessa Iva applicata ad articoli di abbigliamento, sigarette, vino, prodotti che non sono considerati di prima necessità. Quella dell’abbassamento dell’Iva sugli assorbenti non è quindi solo una questione economica, di puro risparmio – fattore che pure in questi mesi di pandemia ha generato una flessione nelle vendite della categoria – ma anche culturale. La scelta di tassare come bene di lusso un assorbente è prima di tutto un errore di valutazione e un messaggio sbagliato, che si traduce in una discriminazione concreta contro la quale vogliamo contribuire ad attivare l’attenzione di donne e uomini. Per questo abbiamo raccolto il messaggio lanciato dalle giovani donne dell’associazione Onde Rosa che hanno sollevato il problema; mettiamo a disposizione i nostri punti di vendita e la volontà e l’impegno dei nostri soci e dipendenti per segnalare il valore della richiesta, chiedendo che il tema entri nell’agenda pubblica”.

Finora, invece, così non è stato. Si sono accesi i fari su altre referenze – nella legge di bilancio del 2019, fa notare Coop, l’aliquota sul tartufo è stata ridotta dal 10% al 5% -, ma non sugli assorbenti, per i quali la legge di bilancio del 2020 ha previsto il taglio dell’imposta al 5% solo nel caso dei modelli compostabili e lavabili. Intanto, però – rileva ancora Coop – Francia, Inghilterra, Belgio e Olanda hanno già ridotto l’aliquota, Canada, Irlanda e India l’hanno abolita e la Scozia, per prima, si prepara a fornire gratuitamente gli assorbenti alle sue cittadine.

L’azione di Coop punta quindi a mettere l’accento su una questione aperta e calda che riguarda un segmento di mercato non certo marginale: gli assorbenti venduti ogni anno nella grande distribuzione sono circa 3,9 miliardi. Di questi, 270 milioni sono ascrivibili a Coop, per un fatturato pari a 400 milioni di euro. Di cui 72 milioni sono di Iva.

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