Coppia lesbica si separa: figlio ad ex compagna mamma biologica/ Decisione storica

- Davide Giancristofaro Alberti

Il tribunale di Padova ha stabilito che il figlio di un’ex coppia di lesbiche deve essere affidato all’ex compagna della mamma biologica

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Cosa succede ad un figlio dopo la separazione di una coppia di lesbiche? A fare chiarezza ci ha pensato il tribunale per i minorenni di Venezia, che come riferisce il Corriere del Veneto, ha autorizzato l’adozione del piccolo, un bimbo di 6 anni, da parte dell’ex compagna della madre biologica. Si tratta della seconda volta in assoluto in Italia che viene stabilito qualcosa di simile, la prima volta in Veneto (in precedenza era accaduto a Bologna). Protagonista di questa vicenda una coppia di padovane che aveva deciso di avere un figlio nel 2014, dopo una fecondazione assistita in Spagna. Nel 2015 nacque il piccolo che risulta anagraficamente solamente il figlio della madre che lo aveva partorito. Nella sentenza, però, viene ricostruito come «il piccolo le considerava entrambe mamme».

Nel 2019 le due donne hanno deciso di separarsi, e dal momento dell’addio «con l’accordo di entrambe, il bambino aveva vissuto a settimane alterne presso l’una e l’altra». La madre non biologica, l’anno scorso, ha comunque fatto richiesta di «adozione in casi particolari» al tribunale per i minorenni di Venezia, che ha poi in seguito ottenuto l’affido.

FIGLIO DI LESBICHE AFFIDATO AD EX COMPAGNA MAMMA BIOLOGICA: IL BIMBO HA DIRITTO AD AVERE DUE GENITORI

Nella sentenza viene specificato che «il minore percepiva entrambe le donne quali suoi punti di riferimento, attribuendo anche alla ricorrente una funzione effettivamente genitoriale, protettiva e propositiva», inoltre, entrambe le donne «indipendentemente dalla rottura del proprio legame sentimentale, riconoscevano reciprocamente l’apporto stabilmente assicurato alla crescita del bambino». Il giudice ha inoltre riconosciuto il diritto del minore «concepito e cresciuto nell’ambito di una coppia stabile, a essere adottato».

La novità, o meglio, una sorta di “piccola rivoluzione” come sottolinea il Corriere Veneto, è che in questo caso la coppia non è più tale: «Non si reputa di ostacolo – scrive a riguardo il tribunale di Venezia – la circostanza che l’unione sentimentale tra la madre dell’adottando e l’adottante sia venuta meno, sia in ragione dell’accordo» tra le due ex, sia perché la rottura «non incide nel rapporto tra l’adottante e l’adottando che in questi anni è rimasto, di fatto, assimilabile al rapporto tra una madre e suo figlio». Anche se la storia d’amore fra le due mamme è terminata, il bimbo ha quindi giustamente diritto ad avere due genitori.

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