“Fratellastro Kim era spia della Cia”/ Corea del Nord: misteri su morte Kim Jong Nam

- Niccolò Magnani

Omicidio di Kim Jong-nam, il mistero si riapre: stampa Usa “fratellastro di Kim era informatore della Cia”. Corea del Nord dietro al delitto?

Il fratellastro di Kim Jong-un
Corea del Nord, omicidio di Kim Jong-nam (LaPresse)

Kim Jong-nam era un informatore della Cia: questa la rivelazione choc del Wall Street Journal sul fratellastro di Kim Jong-un, leader della Corea del Nord. Ucciso in Malesia con il gas nervino nel febbraio del 2017, il 46enne sarebbe stato una fonte preziosissima per la Central Intelligence Agency e restano ancora diversi i misteri sul suo omicidio ma anche sul suo passato. Dopo il delitto la polizia malese ritrovò nei suoi bagagli un passaporto cinese, due nordcoreani di cui uno con intestazione diplomatica e uno portoghese, ma non solo: secondo alcune ricostruzioni, riportate dal Corriere della Sera, Kim Jong-nam avrebbe riciclato all’estero banconote da 100 dollari stampa in Corea del Nord per un certo periodo, un incarico da riciclatore revocato con la salita al potere del fratellastro. Una fonte preziosa ma anche bisognosa di denari, che alla Cia non mancano: la storia resta tutta da scrivere… (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

“KIM JONG-NAM ERA UN INFORMATORE DELLA CIA”

Si riapre e non di poco il mistero sulla morte di Kim Jong-nam, il fratellastro del dittatore della Corea del Nord ucciso in Malesia nel 2017: tramite una fonte ben informata, il Wall Street Journal ha scritto oggi che lo stesso parente di Kim assassinato all’aeroporto di Kuala Lumpur da un gas nervino era in realtà un informatore della Cia. A sostenerlo una serie di fonti citate dal quotidiano Usa che a ruota ha visto l’emergere di altre due fonti citate dal Financial Times e dal Washington Post: in primis il Wsj sostiene che Kim Jong-nam aveva incontrato in varie occasioni degli agenti dell’intelligence americana prima di essere ammazzato. In secondo luogo, una fonte giapponese rivela al Financial Times di un colloquio avuto con un esiliato dalla Nord Corea che raccontava proprio dei contatti tra la Cia e il fratellastro di Kim.

SI RIACCENDE IL GIALLO SU KIM JONG NAM

Da ultimo, un libro della reporter del Washington Post Anna Fifield che esce oggi e viene completamente dedicato alla vita di Kim Jong-un e intitolato “The Great Successor”, il grande successore. Contorni sempre citati ma mai del tutto chiari, l’attacco dei media Usa sul caso Kim jong-nam arriva nello stesso giorno e in vista di possibili rinnovati colloqui tra Stati Uniti e Corea del Nord: altri fonti d’intelligence hanno però detto che molto probabilmente il fratellastro ucciso in Malesia era in contatto non solo con 007 Usa ma con altri Paesi come la Cina e la Sud Corea. «Tre mesi dopo il suo assassinio all’aeroporto, un quotidiano giapponese rivelò che durante il suo soggiorno in Malesia, nell’isola resort di Langkawi, Kim aveva incontrato un cittadino coreano-statunitense, ritenuto un agente di Washington», rivela ancora la stampa Usa. Va ricordato, che nello zaino della vittima furono ritrovati ben 124mila dollari in contanti: ad oggi l’assassinio del possibile erede di Kim Jong-il (padre dell’attuale dittatore di Pyongyang, ndr) resta senza veri colpevoli, visto che le ragazze (una vietnamita e una indonesiana, ndr) che avrebbero spruzzato in faccia il gas nervino fatale sono state entrambe rilasciate negli scorsi mesi. Dalla Cia alla stessa Nord Corea per arrivare alla Cina: i possibili “mandanti” dell’omicidio restano tutti sulla lista ma nessuno, ad oggi, può realmente dire cosa sia successo prima di quel fatale omicidio all’aeroporto della Malesia.

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