Corinaldo, Sfera Ebbasta: video incontro con indagato/ Sui social “è responsabile!”

- Carmine Massimo Balsamo

Corinaldo, il video dell’incontro casuale in autogrill tra Sfera Ebbasta e l’indagato Ugo Di Puorto: sui social piovono pesanti accuse al trapper

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Sfera Ebbasta (Instagram)

Sfera Ebbasta

ha provato a giustificarsi dopo la pubblicazione del video che lo immortala in un incontro casuale avvenuto in autogrill con uno degli indagati poichè considerati responsabili dei fatti tragici di Corinaldo. Lo ha fatto con due tweet in cui commenta le novità sostenendo di essere sotto certi aspetti vittima: “Hanno provato e proveranno ad infangare il mio nome”, dice, considerando “mezzi uomini” coloro che sono stati presi. Non sono mancate però le accuse sui social da parte di molti utenti che hanno continuato ad attaccarlo. C’è addirittura chi lo ha considerato il principale responsabile di quanto accaduto: “Secondo me gli inquirenti dovrebbero ricondurre tutto a te per gli omicidi di dicembre. Non è possibile che porti ragazzi in una trappola mortale,  sei il massimo responsabile dell’accaduto!!!”, scrive Antonio. “A me fa più schifo che mentre delle persone erano già morte aspettando te, tu ti vantassi dei tuoi soldi con un fan, chiunque esso fosse”, ha commentato un altro utente. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

“PEZZO DI MER*A”

Dopo la pubblicazione del video in cui si vede Sfera Ebbasta la notte della strage di Corinaldo in autogrill con Ugo Di Puorto, uno dei componenti della banda dello spray che quella sera aveva seminato il panico e provocato un bilancio di sei morti all’interno della discoteca “Lanterna Azzurra”, è lo stesso Trapper ad intervenire sulla vicenda e a prendere posizione. Lo ha fatto con una Instagram Stories pubblicata alcune ore fa in cui ha commentato con parole dure:”Incontro migliaia di persone ogni giorno che mi chiedono una foto, l’idea di aver incontrato anche uno di quei pezzi di merda mi fa davvero schifo, tanto quanto la disinformazione che viene fatta in questo Paese”. E ancora:”Hanno provato e proveranno ad infangare il mio nome ma la cosa non mi disturba perché la soddisfazione di sapere che quei mezzi uomini (se così si possono definire) sono stati presi è l’unica cosa importante”. (agg. di Dario D’Angelo)

STRAGE DI CORINALDO, L’INCONTRO TRA SFERA E UGO DI PUORTO

Strage di Corinaldo

, nuovi sviluppi dalle indagini per la tragedia dello scorso 8 dicembre 2018. Negli scorsi giorni sono stati arrestati 7 ragazzi, di cui sei appena maggiorenni, che fanno parte della banda dello spray: rapinatori seriali accusati di aver scatenato il panico e la calca nella discoteca Lanterna Azzurra che ha causato la morte di sei persone. Sono numerosi i retroscena usciti negli ultimi giorni e, dopo quello sul mancato furto a Sfera Ebbasta, spunta il video dell’incontro casuale in autogrill tra uno degli indagati – Ugo Di Puorto – e lo stesso trapper: un incontro di cui si è già parlato negli scorsi giorni e finalmente documentato attraverso le immagini. Il video pubblicato da La Gazzetta di Modena ritrae l’indagato – figlio di un prestanome dei casalesi – e Sfera Ebbasta, con il primo che elogia il secondo e gli chiede: «Delle bitch di Modena cosa ne pensi, fra’?». E poco dopo: «Sta facendo i soldi mentre voi parlate, parlate, guardatelo».

STRAGE DI CORINALDO, GLI ULTIMI AGGIORNAMENTI

Quell’incontro casuale è agli atti dell’indagine, documentato dalle intercettazioni della banda sottolinea La Gazzetta di Modena, con il video pubblicato su Instagram dallo stesso Ugo di Puorto. Quest’ultimo ha poi commentato insieme agli altri componenti della banda dello spray: «Io lo schifo proprio come persona. Ci stavo per litigare in autogrill, lo stavo per bussare quel figlio di put*ana». Dopo essersi atteggiato da suo grande fan per poter riprendere il video da pubblicare sui social network, Di Puorto e company non hanno esitato a definire il trapper «pagliaccio» e «affamato». Nuovi aggiornamenti sul caso di Corinaldo dopo gli arresti, con la gang che sta “perdendo pezzi”: come riporta Il Messaggero, un altro della banda nega le accuse; parliamo di Moez Akari, che secondo il suo avvocato «era lì, ma non c’entra niente con il discorso dello spray» e «non ha avuto alcun tipo di contatto con gli altri, alcuni dei quali nemmeno conosceva».



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