Coronavirus attacca reni, cuore e cervello/ Non solo polmoni: danni a più organi

- Silvana Palazzo

Coronavirus, danni a più organi: non solo polmoni, attacca anche reni, cuore, fegato, pancreas e cervello. Molti casi segnalati in studi, ma si attendono ulteriori riscontri

coronavirus militari usa
Coronavirus al microscopio, elaborazione grafica (Web, 2020)

Il coronavirus non provoca danni solo ai polmoni. Sempre più studi segnalano infatti che il Covid-19 provoca danni multiorgano. Già i medici cinesi parlavano di gravi conseguenze renali, ma ora sta emergendo in modo molto frequente che anche gli altri organi soffrono. Il recettore Ace2 sembrerebbe espresso in altri tessuti, tra cui cuore, vasi sanguigni, intestino e reni (ma si è parlato anche dei testicoli). Bisogna poi tener conto del fatto che le terapie salvavita si rivelano spesso pesanti e alcune volte pure tossiche, rendendo più lungo il periodo di convalescenza. Partiamo dall’insufficienza renale acuta: è tra le complicanze più frequenti, anche a causa dell’eccessivo uso di diuretici. Del resto, i reni fungono da filtro per il sangue: a volte le cellule tubulari intrappolano il virus provocando un danno transitorio o lieve che può diventare letale se Sars-CoV-2 penetra nelle cellule e comincia a replicarsi, ma in tal senso non ci sono ancora conferme. Anche lo stomaco comunque può finire nel mirino: l’infezione, infatti, può difendersi attraverso le mucose, dal naso fino al retto. Ne ha parlato Compton-Phillips, responsabile clinico del sistema sanitario di Providence, al New York Times. Il virus potrebbe infettare anche le cellule del sistema gastrointestinale, da qui i sintomi come diarrea e indigestione.

CORONAVIRUS, DANNI ANCHE A RENI, FEGATO E PANCREAS

Non tutti coloro che sopravvivono al coronavirus si riprendono completamente e i danni possono essere permanenti, soprattutto per quanto riguarda i polmoni. Ma si segnalano anche danni al fegato. Secondo i ricercatori dell’Università delle scienze di Wuhan, che hanno collaborato con l’istituto di virologia di Essen, in Germania, potrebbero essere i farmaci la causa o il virus. Il meccanismo è incerto per l’effetto diretto citotossico sia per la reazione immunitaria provocata da Sars-CoV-2. Quando un coronavirus si diffonde dal sistema respiratorio comunque il fegato è uno degli organi che “a valle” ne soffre. E infatti i medici hanno rilevato segni di danni epatici nei casi di Covid-19, spesso lievi, ma non mancano casi di insufficienza epatica. Essendo il fegato un organo molto vascolarizzato, il virus – riporta il Corriere della Sera – può facilmente arrivarci. Quello da capire è se il fegato viene colpito direttamente o se i danni sono “collaterali”. Passiamo al pancreas, che invece non viene attaccato direttamente, ma indirettamente nei pazienti diabetici. Con il Covid-19 infatti aumenta la necessità di insulina. Per questo bisogna controllare più frequentemente la glicemia e aumentare le dosi di insulina, se possibile.

COVID-19 ATTACCA PURE CUORE E CERVELLO

Anche il cuore può essere danneggiato dal coronavirus. Ve ne abbiamo parlato nei giorni scorsi: sul tema abbiamo intervistato il professor Felice Achilli. Non sono rare reazioni immuno-infiammatorie con sofferenza miocardica. Sono stati osservati, oltre all’infarto del miocardio, anche dolori al torace per pericardite, infiammazione del rivestimento del cuore e del muscolo cardiaco. Ma il Covid-19 potrebbe causare anche problemi neurologici, anche prima della comparsa dei sintomi respiratori. In diversi casi clinici nel mondo, e pure in Italia scrive il Corriere della sera, sono stati registrati ictus, convulsioni e delirio tra i sintomi. All’ospedale di Brescia è stato aperto un centro Neuro-Covid per pazienti che hanno avuto sintomi da disturbi mentali, crisi epilettiche o forti mal di testa. Al momento non è possibile documentare se Sars-CoV-2 possa davvero influenzare il cervello, ma gli scienziati non escludono la possibilità che il nuovo coronavirus sia in grado di infettare anche alcune cellule nervose. La maggior parte dei contagiati si presentano vigili e neurologicamente “normali”, ma ci saranno approfondimenti per capire se il sistema neurologico è influenzato dal coronavirus.



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