Coronavirus “Autocertificazione con asterischi”/ Battaglia gender fallita su Facebook

- Raffaele Graziano Flore

Coronavirus, ecco l’autocertificazione ‘inclusiva’ con asterischi. “Non una di meno” propone la sua versione: ma dopo un po’ il post scompare da Facebook. Scherzo o battaglia gender fallita?

"Non una di meno": l'autocertificazione inclusiva
"Non una di meno": l'autocertificazione inclusiva (Facebook, 2020)
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Mentre da pochi giorni è stata rilasciata l’ennesima e probabilmente definitiva versione dell’autocertificazione necessaria per gli spostamenti durante l’emergenza Coronavirus, a far luce sull’ennesimo caso di predominio nel genere maschile pure nella modulistica ci pensa la pagina Facebook di “Non una di meno” che nelle ultime ore ha deciso di passare al… contrattacco proponendo una propria versione della suddetta certificazione disponibile sul sito del Ministero dell’Interno e con alcune modifiche. O meglio ci ha provato dal momento che il post in questione è scomparso dopo poco tempo, facendo pensare a uno scherzo o solo a una provocazione. “I modelli di autocertificazione si avvicendano, ma sono tutti rigorosamente declinati al maschile!” si legge nell’ultimo post del movimento italiano nato per combattere la violenza e le discriminazioni di genere, ricordando anche che quello che comunemente è conosciuto come ‘maschile universale’ in realtà viene propinato nell’uso comune come una sorta di genere neutro che debba valere anche per il sesso femminile. “In realtà si tratta di un chiaro segnale di chi sia a dominare e a perpetrate lo status quo” si legge ancora nel post a cui è allegato un modulo alternativo che corregge la versione ufficiale con degli asterischi.

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CORONAVIRUS, L’AUTOCERTIFICAZIONE DI “NON UNA DI MENO”: MA POI IL POST…

Infatti la versione più “inclusiva” e senza discriminazioni di genere del modello di autocertificazione nasce come protesta che per ora può essere veicolata solo digitalmente e sui social dal momento che “non possiamo scendere in piazza ma portiamo avanti le nostre lotte, anche nel campo del linguaggio”: ecco dunque che gli asterischi vengono usati per neutralizzare le parole e per rivendicare quello che la pagina di “Non una di meno” definisce come un linguaggio che possa rappresentare ciascuna soggettività e in cui appunto si possano riconoscere tutti. “Noi vogliamo arginare non solo la diffusione del Coronavirus, ma anche un altro virus che aleggia indisturbato da secoli: il patriarcato” si legge ancora nel post che si chiude spiegando che il senso di responsabilità a cui è chiamato in questo periodo ciascun cittadino e cittadina “possa trovare una forma realmente adeguata a ciascun*”. Va comunque segnalato che il post, inizialmente visibile a questo link, al momento non risulta più presente anche se non è dato sapere se sia stato cancellato o si tratta di un update che tuttavia ad ora non è arrivato.

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