Coronavirus, sciopero benzinai “mai proclamato”/ Oggi conference call con Patuanelli

- Davide Giancristofaro Alberti

Coronavirus, sciopero benzinai? “Mai proclamato”, ma il rischio chiusura è concreto: oggi conference call col ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli

agip stazione servizio benzinai 2018 wikipedia
Distributore benzina (Wikipedia)

Lo sciopero dei benzinai potrebbe partire da questa notte, ma il governo cerca di scongiurarlo. Il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, ha convocato una conference call con i presidenti delle associazioni dei distributori di carburanti. Stando a quanto riportato da Rai News, dovrebbe tenersi alle 16 di oggi. Intanto Alessandro Zavalloni, segretario generale della Fegica Cisl (Federazione Italiana Gestori Carburanti e Affini) precisa che «l’eventuale chiusura delle pompe di benzina» non è uno sciopero, che peraltro «non è mai stato proclamato». Zavalloni ha specificato anche che non c’è stata neppure l’intenzione di farlo. «Noi siamo impegnati a rimanere aperti e a mantenere il servizio». Poi ha precisato le ragioni del rischio di chiusura: «Si stanno esaurendo le scorte sottoterra, non abbiamo liquidità per acquistare e le compagnie non portano il prodotto se non vengono pagate sull’unghia. Chiediamo la sospensione temporanea del pagamento del prodotto». (agg. di Silvana Palazzo)

CORONAVIRUS, BENZINAI CHIUSI? “IMPOSSIBILE ANDARE AVANTI”

Il possibile stop dei benzinai per gli effetti del Coronavirus, eventualità di cui abbiamo ampiamente scritto nella giornata di ieri, è un’ipotesi ancor oggi molto concreta, malgrado le dichiarazioni del Garante della legge sullo sciopero. Sì, perché in realtà non sarebbe uno sciopero, bensì una chiusura detta dall’impossibilità di andare avanti. “C’è stato un calo molto forte dell’erogato nell’ordine dell’85%”, ha dichiarato all’Agi il presidente di Anisa Confcommercio, Massimo Terzi. “Per ora non è arrivato nessun aiuto. Dai 10-11mila litri venduti al giorno sulla rete autostradale siamo passati a mille litri. Dobbiamo pagare almeno sei persone che fanno i turni, visto che un impianto autostradale è aperto 24 ore al giorno. In questo momento non ce la facciamo, non vendiamo a sufficienza per pagare quei dipendenti”. Se la chiusura dei distributori si materializzerà, nelle città resteranno attivi i self-service sino ad esaurimento carburante, mentre lungo le autostrade non sarà garantito in alcun modo il rifornimento. (aggiornamento di Alessandro Nidi)

CORONAVIRUS, BENZINAI CHIUSI? INTERVIENE IL GARANTE DELLA LEGGE SULLO SCIOPERO

«Revocare subito l’astensione proclamata dai benzinai a partire da mercoledì», è netto l’intervento del Garante della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali che invita così in maniera perentoria le organizzazioni sindacali Faib Confesercenti, Fegica Cisl, Figisc Anisa Confcommercio «a revocare immediatamente l’astensione, dandone tempestiva comunicazione anche alla Commissione». Dopo il gran caos generato dall’annuncio dei benzinai chiusi prima in autostrada e poi anche a catena negli altri distributori sul territorio, il Garante interviene per decretare fino al 30 marzo 2020 “nessuno sciopero” data la perdurante situazione di emergenza coronavirus. Nel prosieguo della nota, il Garante annuncia «in linea con l’appello già rivolto alle Organizzazioni sindacali a non proclamare astensioni fino al 31 marzo 2020, la Commissione in merito alla proclamazione, da parte dell’Unione sindacale di base (Usb), di uno sciopero generale nazionale di 24 ore per domani, rinnova il suo fermo invito a rinviare l’attuazione di ogni tipo di astensione dal servizio».

È intervenuto sulla vicenda anche il Premier Giuseppe Conte a margine della conferenza stampa da Palazzo Chigi per il varo del nuovo Decreto con sanzioni e misure ancora più dure: «Stiamo facendo degli aggiustamenti con i sindacati sulle attività essenziali, spero che gli scioperi possano rientrare compreso quello dei benzinai. Prepareremo una ordinanza per garantire la fornitura dei distributori. In questo momento presidiare le attività essenziali ai fini del funzionamento di una macchina statale che sta già marciando a motori rallentati». Il Presidente del Consiglio ha poi aggiunto che la Ministra dei Trasporti De Micheli sta mettendo in pratica un provvedimento sugli orari dei distributori di carburante: non solo, Conte ribadisce che al momento comunque non si dovrebbe arrivare alla precettazione, «Nei sindacati c’è un grande senso di responsabilità, fermo restando che dobbiamo assicurare un livello massimo di sicurezza». (agg. di Niccolò Magnani)

POSSIBILE INTERVENTO DEL GOVERNO?

Lo sciopero dei benzinai sarà messo in atto da domani: lo abbiamo scritto in precedenza, la categoria ha emesso un comunicato attraverso il quale ha comunicato di non poter più lavorare nelle condizioni attuali, in cui sono in atto misure restrittive per arginare la diffusione del Coronavirus. Il problema, si legge su newsmondo.it, è che una chiusura delle stazioni di rifornimento creerebbe non pochi problemi su tanti livelli: ci sono medici e operatori sanitari che ogni giorno combattono il Covid-19 (e non solo) e si spostano anche in automobile, ci sono lavoratori comunque costretti a muoversi e, soprattutto, si creerebbe il rischio di fermare i riferimenti a supermercati e farmacie, creando così un collasso ai servizi essenziali. Insomma, uno sciopero che, anche comprendendone le ragioni, arriva in un momento tremendamente delicato; per questo motivo si ipotizza che il Governo possa intervenire: nell’eventualità che questo accada si andrà alla ricerca di un compromesso che possa far riaprire i benzinai. Il tempo stringe, vedremo allora se la serrata avrà effettivamente luogo o se si riuscirà a venirne a una. (agg. di Claudio Franceschini)

CORONAVIRUS, DOMANI CHIUDONO I BENZINAI

I benzinai hanno annunciato la chiusura degli impianti a partire da domani. Attraverso una nota emessa dalle sigle sindacali Faib-Fegica-Figisc/Anisa, hanno fatto sapere: “Gli impianti di rifornimento carburanti cominceranno a chiudere: da mercoledì notte quelli della rete autostradale, compresi raccordi e tangenziali; e, via via, tutti gli altri anche lungo la viabilità ordinaria”. I sindacati spiegano quindi il perchè di tale scelta drastica: “Noi, da soli, non siamo più nelle condizioni di assicurare né il necessario livello di sicurezza sanitaria, né la sostenibilità economica del servizio”. Probabile a questo punto un intervento dello stato per provare a convincere una categoria, quella appunto dei benzinai, convinta di essere in qualche modo dimenticata in questa fase di emergenza. Il petrolio è ai minimi storici da quasi 20 anni, e anche stamane i prezzi al litro dei principali distributori ha aperto in ribasso. Al momento il prezzo medio della benzina è di 1.482 euro al litro (ieri era di 1.485), mentre il diesel è sceso a 1.369.

CORONAVIRUS, BENZINAI VERSO LA CHIUSURA: 100MILA FINO AD OGGI LE POMPE APERTE

Con le attività chiuse, i negozi con le serrande abbassate e le varie misure restrittive in atto, gli affari non sono di certo floridi, e di conseguenza è stata annunciata la chiusura graduale delle varie pompe di benzina. Fino ad oggi sono stati circa 100mila i distributori che hanno svolto regolarmente il proprio servizio: “In un Paese che, malgrado i limiti strutturali e l’assoluta drammaticità della situazione, cerca e spesso trova il modo per far scattare meccanismi di solidarietà – fanno sapere ancora i sindacati – c’è una categoria di persone, oltre 100.000 in tutta Italia, che, senza alcuna menzione, ha finora assicurato, senza alcun sostegno né di natura economica, né con attrezzatura sanitaria adeguata, il pubblico servizio essenziale di distribuzione di energia e carburanti per il trasporto di beni e persone”. I sindacati concludono la loro lunga nota/sfogo dicendo: “Non abbiamo nè voglia, nè la forza per spiegare o convincere delle solari ragioni che ci sostengono”.

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