Coronavirus Bergamo, 1800 trentenni con polmonite/ “Non colpisce solo anziani”

- Silvana Palazzo

Bergamo, 1800 trentenni con polmonite per Coronavirus. “Covid-19 non colpisce solo gli anziani”, avverte la Federazione medici di famiglia (Fimmg) della Lombardia

Ospedale Bergamo
Ospedale Bergamo "Papa Giovanni XXIII": a breve sarà affiancato dal nuovo (LaPresse)

Il Coronavirus colpisce anche i giovani e talvolta pure in maniera dura. A lanciare l’allarme è la Federazione medici di famiglia (Fimmg) della Lombardia. La situazione è seria a Bergamo anche per quanto riguarda i giovani. Stando ai dati forniti, a Bergamo ci sono almeno 1.800 pazienti trentenni affetti da Covid-19 che hanno la polmonite. Paola Pedrini, segretaria Fimmg Lombardia, a tal proposito ha dichiarato: «La polmonite da Coronavirus evidentemente non colpisce solo in età più avanzata». Per quanto riguarda la situazione a Bergamo, ha aggiunto: «Qui a Bergamo siamo 600 medici di famiglia e ognuno di noi ha in osservazione almeno 3 trentenni malati di polmonite da Covid». Ma su questo aspetto era intervenuta anche l’Organizzazione mondiale di sanità (Oms) con un importante avvertimento rivolto ai giovani sui comportamenti da tenere in questa fase di emergenza legata alla pandemia di Coronavirus.

BERGAMO, 1800 TRENTENNI CON POLMONITE PER CORONAVIRUS

Nei giorni scorsi Tedros Adhanom Ghebreyesus, rivolgendosi ai giovani in conferenza stampa, aveva dichiarato: «Non siete invincibili. Questo coronavirus potrebbe spedirvi in ospedale per settimane o addirittura uccidervi». Il direttore generale dell’Oms aveva evidenziato il fatto che «sebbene gli anziani siano colpiti più duramente, i giovani non vengono risparmiati». Già più di una settimana fa Luca Lorini, direttore dell’Unità di Anestesia e rianimazione 2 dell’ospedale Papa Giovanni di Bergamo, aveva dichiarato: «Il tipo di paziente sta cambiando, è un po’ più giovane, ha dai 40 ai 45 anni. Stanno arrivando persone che si sono ammalate sei o sette giorni fa e si sono curate a casa, ma le condizioni sono poi diventate critiche». In Italia i primi cluster di infezione sono nati intorno agli ospedali, più frequentati da anziani, e in piccoli centro, ma ora il virus si è diffuso, è circolato di più in tutto il Paese, quindi le persone più giovani rischiano se non si attengono alla regola del distanziamento sociale.

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