BUONI SPESA GRATIS, CORONAVIRUS/ 300 euro, a chi spettano e come richiederli

- Emanuela Longo

Buoni spesa “gratis” dai Comuni alle famiglie: da 25 a 300 euro in base al nucleo. Crisi coronavirus, come funziona la misura del Decreto Cura Italia

Supermercati aperti Pasquetta
Fare la spesa (Pixabay, 2018)
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I buoni spesa “gratis” in arrivo dai Comuni a seguito del fondo istituito dal Governo Conte-2 entrano in funzione già nei prossimi giorni: il riparto dei fondi per nucleo familiare «è assegnato una tantum pari a 300 euro» spiega il decreto approvato il 28 marzo scorso, con ciascun Comune che è autorizzato «all’acquisizione di buoni spesa utilizzabili per l’acquisto di generi alimentari presso gli esercizi commerciali contenuti nell’elenco pubblicato da ciascun Comune nel proprio sito istituzionale». Sempre l’amministrazione comunale potrà acquistare direttamente buoni spesa, buoni pasto o comunque generi di prima necessità senza alcuna procedura di gara sempre per velocizzare il più possibile gli aiuti per le famiglie bisognose: decisivo per l’assegnazione del buono, come già spiegato dal Governo e dal n.1 dell’Anci De Caro, sarà l’indice di povertà, «quello che noi abbiamo già nelle banche dati dei Comuni» spiega il sindaco di Bari. (agg. di Niccolò Magnani)

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COME OTTENERE I BUONI SPESA “GRATIS”

La grande emergenza Coronavirus ha reso necessario un nuovo intervento da parte del governo. A maggio era prevista l’erogazione del fondo di solidarietà di oltre 4 miliardi dovuti annualmente ai Comuni ma alla luce dell’emergenza italiana, il governo ha deciso di anticipare i tempi di almeno un mese stanziando al tempo stesso 400 milioni aggiuntivi che andranno a costituire i “buoni spesa” destinati alle famiglie in difficoltà. L’azione del governo mira a far fronte ad un disagio sociale che potrebbe portare – come anticipato dall’intelligence – a vere e proprie rivolte soprattutto al Sud Italia. La giornalista Fiorenza Sarzanini del Corriere della Sera ha tentato di fare chiarezza sulla distribuzione dei fondi ai Comuni ma soprattutto sui buoni spesa destinati alle famiglie bisognose. Intanto, la distribuzione dei fondi garantiti dal governo spetterà agli 8000 Comuni con una divisione per abitanti. Antonio Decaro, a capo dell’Anci, ha spiegato che sarà impiegato un apposito algoritmo per destinare i 400 milioni aggiuntivi nelle zone dove c’è maggiore bisogno. Questo significa che nelle zone dove il numero di cittadini in difficoltà è maggiore saranno erogate somme più consistenti.

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CORONAVIRUS, BUONI SPESA: COME FUNZIONANO?

Sul fronte buoni spesa al momento non ci sono particolari dettagli. Questo però in base alle decisioni prese dal governo con Anci si è giunti alla conclusione che ogni Comune dividerà i buoni come meglio riterrà. In merito all’importo si andrà da un minimo di 25 euro ad un massimo di 50 euro per nucleo familiare. “Chi ha i banchi alimentari ancora aperti utilizzerà quelle strutture per la distribuzione del cibo, altrove saranno i servizi sociali a distribuire i buoni per la spesa e se si tratta di anziani che non hanno la possibilità di uscire saranno i volontari ad occuparsi di andare al supermercato e poi consegnare la spesa”, ha spiegato Decaro in merito all’impiego vero e proprio. Tuttavia rispetto al valore del buono sarà ancora una volta il Comune a decidere. I soldi impiegati serviranno a coprire le esigenze degli italiani bisognosi fino al 15 aprile, quando cioè inizierà l’erogazione dei buoni da 600 euro previsti dal Decreto Cura Italia. Per richiedere i buoni occorrerà far riferimento al proprio Comune che entro domenica dovrà attivare un numero al quale rivolgersi. I bisognosi, di contro, potranno comunque chiamare di già il proprio Comune di appartenenza chiedendo immediata assistenza. Ancora una volta il Comune renderà nota la lista dei supermercati “convenzionati” dove i buoni potranno essere impiegati.

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