Coronavirus, contagio di Codogno partì dal Sigep?/ “Uno stand di Wuhan a fianco di..”

- Davide Giancristofaro Alberti

Coronavirus, Selvaggia Lucarelli ha fatto notare come al Sigep, la fiera di Rimini sul gelato tenutasi a fine gennaio, vi erano due stand di Wuhan e Codogno molto vicini…

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Un'ambulanza a Madrid (LaPresse)

E’ possibile che l’epidemia da coronavirus sia giunta in Italia, a Codogno, a seguito della fiera del gelato Sigep dello scorso gennaio a Rimini? Un dubbio sollevato dalla collega Selvaggia Lucarelli, che attraverso Tpi sottolinea alcune casualità che rilette ora fanno decisamente riflettere. Come anticipato, dal 18 al 22 gennaio si è tenuta a Rimini la classica fiera del gelato, la più importante al mondo con ben 200mila presenzi, 1250 espositori provenienti da 30 diversi paesi, e 33mila buyer stranieri. Nulla di strano, se non il dettaglio fornito dalla Lucarelli: nello stesso padiglione, il B3, vi erano tre stand, a cominciare dal Wuhan Huiyou Wood Products Co. Ltd, azienda che produce cucchiaini e vassoi, passando per un’azienda di Crema, e infine, il Pomati Group srl con sede a Codogno. “Che possa essere questo il primo contatto tra Wuhan e Codogno/Crema?”, si domanda lecitamente la Lucarelli.

CORONAVIRUS, LA POMATI DI CODOGNO “NOI NON CI SIAMO AMMALATI”

La collega fa notare come nello stesso padiglione vi fossero molte altre aziende italiane, sia del nord, ma anche del sud della nostra penisola. “E’ vero che potrebbe essere una coincidenza – scrive ancora la giornalista e giudice di “Ballando con le Stelle” – ma in effetti nello stesso padiglione in cui c’è l’azienda di Wuhan ci sono anche aziende di Crema e Codogno con bizzarre vicinanze anche con aziende di San Marino e Treviso, due zone molto colpite dal Coronavirus”. E’ altrettanto vero che Giovanna Pomati, titolare dell’omonima azienda di Codogno, ha spiegato di non essersi ammalata: “Potremmo essere stati asintomatici, certo – segnala – e riconosco che il caso sia curioso, ma non eravamo neppure l’unica azienda di zona presenti a quella fiera”. Difficile quindi arrivare a delle conclusioni che sarebbero troppo affrettate, ma assieme al famoso paziente zero tedesco, e alla partita Atalanta-Valencia, la fiera di Rimini potrebbe essere stata un altro importante vettore del covid-19 in Italia.

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