Coronavirus, “distanza un metro non basta”/ Studio vs regola Oms (adottata da Italia)

- Silvana Palazzo

Coronavirus, studio The Lancet: “Distanza interpersonale di un metro non basta”. In discussione la regola Oms, che è stata adottata anche dall’Italia

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Rispetto delle distanze nella metropolitana di Roma (LaPresse)

C’è un nuovo studio sulla distanza sociale che mette in discussione i suggerimenti dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). È stato pubblicato dalla rivista scientifica “The Lancet”, secondo cui non basterebbe una distanza di un metro per evitare il contagio, come disposto in molti paesi nel mondo. Restando ad un metro di distanza dagli altri, il rischio di contrarre il coronavirus cala dell’80 per cento, quindi non si annulla del tutto. Secondo altre ricerche, il rischio scende all’1,3 per cento se invece si tiene la distanza sociale di due metri, ma sale al 2,6 se si riduce ad uno. Quindi, la malattia si diffonderebbe a meno di 3 persone su 100 contro le 13 su 100 senza alcun distanziamento sociale. Dallo studio però emerge anche che nulla può fornire una protezione completa, anche se le mascherine – se indossate correttamente – forniscono un grande effetto di schermatura e quindi arrivano a ridurre il rischio del virus fino all’85 per cento. I ricercatori hanno rivisto i 172 studi esistenti sulla diffusione di Covid-19, Sars e Mers.

STUDIO CORONAVIRUS, “DISTANZA UN METRO NON BASTA”

I risultati dello studio mettono in discussione le decisioni di molti Paesi, come l’Italia (e così Francia, Svezia e Austria), che ha stabilito il distanziamento di un metro. Invece Paesi Bassi, Germania e Australia hanno richiesto distanze di almeno 1,5 metri, invece Gran Bretagna è andata oltre, cioè optando per due metri, creando disappunto nella popolazione. Secondo il principale consigliere scientifico inglese, Sir Patrick Vallance, ha dichiarato che la regola del metro è fino a 30 volte più rischiosa di quella dei due meri. L’ultimo studio, pubblicato su The Lancet, ha invece evidenziato che ci sono il 2,6 per cento di probabilità di contrarre il coronavirus quando si è ad un metro di un paziente Covid. Invece raddoppiare questo divario riduce il rischio facendolo scendere all’1,3 per cento. Secondo alcuni studi del Massachusetts Institute of Technology, che sono usciti a marzo, sarebbe addirittura ancora troppo poco e che dovrebbe essere di circa 7 metri.

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