Coronavirus, Dyson produrrà 15mila ventilatori/ “I primi pezzi pronti ad aprile”

- Davide Giancristofaro Alberti

Coronavirus, la Dyson ha deciso di riconvertire la propria linea producendo dei ventilatori: ne sfornerà 15mila nel giro di pochi giorni

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Ventilatori Dyson
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In tempi di coronavirus sono moltissime le aziende, anche di fama mondiale, che hanno deciso di riorganizzare la propria produzione per rendersi utili e contrastare l’avanzata inesorabile dell’epidemia da covid-19. Tanti coloro che hanno deciso di riconvertire la propria linea per dare vita a dispositivi di protezione, oppure, a strumentazioni utili per la terapia intensiva. Di questa seconda branchia fa parte la Dyson, azienda leader nella produzione di aspirapolveri, con sede nel Regno Unito. Stando a quanto fatto sapere nelle scorse ore dalla Cnn, il fondatore della stessa azienda ha inviato una lettera ai propri dipendenti, dopo aver progettato un nuovo inedito ventilatore in appena dieci giorni. Si chiama CoVent, e il dispositivo verrà da ora prodotto dagli stabilimenti della Dyson. L’azienda ha fatto sapere che il ventilatore si può realizzare in pochi giorni e di conseguenza sono in programma ben 15mila pezzi.

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CORONAVIRUS, DYSON PRODURRA’ ASPIRAPOLVERI: “5MILA VERRANNO DONATI”

“E’ progettato – le parole dello stesso signor Dyson – per rispondere ad esigenze specifiche per i pazienti affetti da Coronavirus”. Un portavoce dell’azienda con sede a Malmesbury, sempre ai microfoni della Cnn, ha aggiunto che le prime unità saranno pronte fra pochi giorni, indicativamente attorno ai primi di aprile, sottolineando che oltre ai 15mila pezzi prodotti per il solo Regno Unito, ne verranno donati altri 5mila alla comunità internazionale, vista la carenza di strumentazione in ogni parte del mondo. “La sfida principale – ha spiegato Dyson – era rappresentata dalla progettazione e produzione di un nuovo, sofisticato prodotto medico in volume ed in un arco di tempo estremamente breve”. Superata quella fase, è scattata la produzione: sicuramente una bella notizia soprattutto per gli ospedali di tutto il mondo, che in questi giorni sono al collasso causa continui pazienti ricoverati in terapia intensiva.

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