Coronavirus e SARS/ Il confronto: 2019-nCoV, contagio più veloce ma virus meno letale

- Dario D'Angelo

Coronavirus e SARS, il confronto tra i due virus “parenti”. Cosa ci dicono i numeri: analogie e differenze tra le due epidemie su scala globale.

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2019-nCoV: è questa la sigla scientifica del nuovo spauracchio a livello globale, il virus che è stato ormai catalogato per semplicità come “coronavirus“, così chiamato per la sua caratteristica forma a corona. Alla stessa famiglia di questo virus appartiene un “parente” responsabile della SARS (acronimo di Severe acute respiratory syndrome) o sindrome respiratoria acuta grave, che nel novembre 2002 fece per la prima volta la sua comparsa mediante una forma di polmonite atipica nella regione del Guangdong (Canton) in Cina. A 18 anni da allora, il confronto tra Coronavirus e SARS può risultare utile per capire quali potranno essere gli sviluppi della malattia, consentendo in questo modo di fare delle previsioni. Analizzando i due virus sembra di poter sintetizzare dicendo che il 2019-nCoV è più rapido sotto il profilo del contagio ma meno letale della SARS.

CORONAVIRUS, IL CONFRONTO CON LA SARS

La mappa del contagio della John Hopkins University, aggiornata all’una italiana di oggi, 1 febbraio 2020, riporta di 11.374 casi confermati in tutto il mondo. I morti accertati sono per il momento 259. Il tasso di mortalità, dunque, è fermo per ora al 2,27%%. La SARS, identificata per la prima volta dal medico italiano Carlo Urbani, si è rivelata letale invece in circa il 15% dei casi in cui ha completato il suo corso, con il tasso di letalità attuale di circa il 7% degli individui che hanno contratto l’infezione. E’ comunque troppo presto per tracciare un parallelismo di questo tipo: il coronavirus: un confronto più adeguato si può stilare per quanto riguarda la progressione della malattia. Dal primo caso di contagio nel novembre 2002 al novembre 2003 la Sars si era diffusa in 29 Paesi, colpendo oltre 8.000 persone (oltre 5.237 delle quali in Cina) e provocando 774 morti. Il ritmo del 2019-nCoV sembra essere più intenso in fatto di diffusione: se si considera che il primo caso diagnosticato risale al primo dicembre, fa un certo effetto vedere che a distanza di due mesi sono già più che raddoppiati i casi di contagio in Cina (11.221). Come riportato dall’ANSA, a conferma di questo dato c’è il tasso di diffusione dei due virus, stimato al momento fra 1,5 e 3,5 per il coronavirus 2019-nCoV, contro il 2,0 della Sars. Ciò significa che ogni persona colpita dal nuovo virus può provocare a sua volta due o tre nuovi casi, contro i due della Sars. Per il virus dell’influenza stagionale ha un tasso di diffusione di 1,3.”



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