CORONAVIRUS, EPIDEMIA O PANDEMIA?/ Significato e differenze: i criteri dell’OMS

- Dario D'Angelo

Coronavirus: epidemia o pandemia? La definizione assume un significato non solo lessicale ma anche medico. Differenze e criteri di valutazione dell’OMS.

tasso mortalità coronavirus
Coronavirus (LaPresse)

Il Coronavirus è un’epidemia o una pandemia? Poche lettere, ma una differenza sostanziale nel significato di due termini utili a descrivere ciò che sta accadendo in giro per il mondo, con il contagio che ad oggi, 25 febbraio 2020, ha già interessato oltre 80mila persone. Stando alla definizione dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità) si parla di epidemia quando “un soggetto ammalato contagia più di una persona e il numero dei casi di malattia aumenta rapidamente in breve tempo“. Questo scenario si verifica a patto che la popolazione includa abbastanza soggetti suscettibili all’infezione, determinando così “un aumento del numero dei casi oltre l’atteso in una particolare area e in uno specifico intervallo temporale“. Una definizione che sembra descrivere perfettamente ciò che sta accadendo in Italia

CORONAVIRUS, EPIDEMIA O PANDEMIA?

Tuttavia l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha tenuto a precisare che il COVID-19 non ha ancora dato vita ad una pandemia. Il termine di origine greca, dal prefisso “pan” (tutto) più “demos” (popolo) segnala una “epidemia” globale (dove “epi”, dal greco, indica una localizzazione in una zona o su un’area circoscritta) che si è estesa in più territori coinvolgendo un’ampia fetta di popolazione. Anche in questo caso lo scenario non sembra tanto distante dalla realtà. L’OMS però classifica la scala di un’epidemia in 6 livelli: la pandemia si produce al quinto, cioè quando lo stesso virus ha generato un significativo numero di contagi in due o più nazioni in una delle regioni sanitarie tracciate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il livello 6, quando cioè l’epidemia è diventata una pandemia a tutti gli effetti, si determina quando, in aggiunta al criterio indicato nel livello precedente, lo stesso virus ha causato un numero significativo di contagi anche in un’altra nazione di un’altra regione, in sostanza in due continenti. Come ha chiarito lo stesso direttore dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, l’aumento dei casi di contagio in Corea del Sud e Italia è “profondamente preoccupante“. Per parlare di “pandemia”, però, è ancora presto. Questo poiché in Italia, per quanto si stia assistendo ad una fase epidemica, il numero di contagi non è ancora molto elevato. In ogni caso, pur non parlando ancora di pandemia, l’OMS ha dichiarato ieri di essere entrata in “una fase di preparazione” per affrontare una pandemia. Ghebreyesus ha precisato: “Per il momento non stiamo assistendo a una diffusione globale incontenibile di questo virus e non stiamo assistendo a una ampia scala di malattia grave e decessi. Il virus ha il potenziale di una pandemia? Assolutamente sì, ce l’ha. Ci siamo già? Non ancora“.

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