Coronavirus Francia: 28.662 morti, 186.238 casi/ Dal 2 giugno aperti bar, scuole e…

- Alessandro Nidi

Il Coronavirus allenta la sua morsa sulla Francia e il Paese prova a ripartire, con un restart generale in programma dal 2 giugno

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Louvre, Parigi (Foto: Pixabay)

Il bilancio inerente al Coronavirus in Francia subisce quotidianamente variazioni verso l’alto, anche se a un ritmo decisamente più lento rispetto ad alcune settimane fa: gli ultimi dati disponibili rivelano che, dall’avvento della pandemia ad oggi, sono stati riscontrati 186.238 casi di positività sul territorio transalpino, con 28.662 persone decedute dopo avere scoperto di aver contratto il Covid-19. Il Paese, adesso, è però pronto alla svolta: l’ha annunciato nelle scorse ore il primo ministro, Édouard Philippe, il quale ha dichiarato che la situazione sanitaria è decisamente migliorata e che solo l’1,9% dei test eseguiti, ormai, dà esito non negativo. Così, a partire da martedì 2 giugno, in tutta la Francia riapriranno i battenti le scuole, i ristoranti, i bar e i parchi e potranno vivere finalmente la loro ripartenza anche le attività sportive. Cancellate le zone rosse precedentemente individuate, con le sole zone arancioni rimaste di Parigi e dei dipartimenti di Mayotte e Guyana.

CORONAVIRUS FRANCIA: ALLENTATE LE RESTRIZIONI SUGLI SPOSTAMENTI

Sulla scia del d-day europeo tanto invocato da Luigi Di Maio, ministro degli Esteri italiano, la Francia ha comunicato la riapertura dei propri confini ai cittadini dell’Unione Europea a partire dal 15 giugno (senza quarantena), con la capitale, Parigi, che addirittura ha in mente di annullare a partire dal 2 giugno il limite massimo di 100 chilometri per ciò che concerne gli spostamenti all’interno del Paese. Per quanto riguarda le scuole, invece, Philippe ha comunicato che riapriranno ovunque – tranne che nelle zone arancioni – e fino alla secondaria. Vietato, invece, consumare al banco all’interno dei bar e dei ristoranti, mentre nelle aree color arancio si potrà soltanto essere serviti ai tavolini all’aperto, con l’accesso nei locali ancora vietato. “Sappiamo che è una limitazione importante – ha commentato il primo ministro transalpino – ma è la cosa migliore da fare. Il virus circola ancora e abbiamo seguito l’esempio dei Paesi che hanno già riaperto”.

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