Coronavirus, Girarrosti chiusi a Torino/ “Non è ristorazione” ma vigili li denunciano

- Silvana Palazzo

Coronavirus, Girarrosti chiusi a Torino per il decreto del governo: “Non è ristorazione”, dice l’imprenditore. Ma vigili denunciano: possibile solo consegna a domicilio

girarrosto pollo pixabay
Pollo arrosto (Foto: Pixabay)

Girarrosti in rivolta per il decreto anti-Coronavirus dopo che tre gestori di altrettanti punti vendita della catena dei Girarrosti Santa Rita sono stati denunciati dalla polizia municipale. Non avevano rispettato il divieto anti-contagio: non potevano sfornare i polli allo spiedo, perché questa attività viene considerata alla stregua di ristoranti, non come macellerie e minimarket. Di conseguenza, si è configurato il reato di inosservanza dei provvedimenti dell’autorità. Una beffa, considerando che vendono cibo, ma nel loro caso è consentita solo l’attività di consegna a domicilio. Roberto Valentini, titolare della catena, al Sole 24 Ore attacca: «Solo a Torino può capitare una cosa del genere. Altrove i negozi sono aperti regolarmente. Qui veniamo denunciati e costretti a chiudere». Afferma infatti che a Milano non ci sono problemi, invece a Torino ben 16 punti vendita hanno dovuto abbassare le serrande. E ora ci sono 200 dipendenti in bilico. Ma Valentini è deciso ad andare in fondo.

CORONAVIRUS, GIRARROSTI CHIUSI A TORINO: VIGILI LI DENUNCIANO

L’imprenditore ha scritto una mail al Comune di Torino e alla Prefettura spiegando le sue ragioni. «Nei miei negozi non ci sono tavoli per consumare cibo in loco. Come tutti gli alimentari in attività, abbiamo contingentato gli ingressi. Anzi, a dirla tutta offriamo condizioni igieniche migliori di un supermercato: da noi non si utilizzano i carrelli», ha dichiarato a La Stampa. Nel frattempo, si è attrezzato per incrementare le consegne a domicilio. Emiliano Bezzon, comandante della Polizia municipale, replica spiegando la loro tesi: «Quei negozi sono dei laboratori di trasformazione del cibo e come tali devono restare chiusi al pubblico. Possono però offrire servizi di delivery». Inoltre, si sono confrontati con altri Comuni che hanno applicato le norme anti Coronavirus allo stesso modo. «Se un’autorità superiore ci dice che abbiamo sbagliato, ne prenderemo atto. Al momento crediamo di aver ragione». Nel frattempo però i Girarrosti a Torino possono fare solo consegna a domicilio.

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