Coronavirus, Gordon Chang vs Cina/ “Troppi silenzi su covid19, morti solo colpa loro”

- Davide Giancristofaro Alberti

Coronavirus, parole durissime quelle del politologo Gordon Chang nei confronti del governo, cinese, colpevole secondo lo stesso di aver tenuto nascosto l’epidemia

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Malato affetto da Covid-19 in terapia intensiva (LaPresse)

Uno dei politoligi ritenuti più autorevoli a livello internazionale, soprattutto negli Stati Uniti, leggasi Gordon Chang, ha messo in guardia l’Italia circa il forte legame che si sta venendo a creare, in particolare in questi giorni di epidemia da coronavirus, con la Cina. L’autore de “The coming collapse of China”, (già il titolo è tutto un programma), ha parlato così, intervistato dai microfoni del quotidiano Libero: «Il Covid -19? È tutta colpa di Pechino. Se il mondo piange quotidianamente migliaia di morti, mentre l’ intero sistema economico-finanziario internazionale si avvia verso un collasso epocale, la responsabilità è da attribuire alle autorità cinesi. Spero che il mondo – ha proseguito Chang – una volta sconfitto il Coronavirus, non voglia volgere lo sguardo da un altra parte dimenticando il comportamento che la Cina ha tenuto in questa tragica occasione. Si è trattato di una vera e propria cattiveria commessa nei confronti dell’ intero consorzio umano».

CORONAVIRUS, GORDON CHANG: “LA CINA HA INFLUENZATIO NEGATIVAMENTE L’OMS”

Dopo queste affermazioni, il collega di Libero chiede come mai tanta severità nelle sue affermazioni, e Chang replica: «Non si tratta di essere severi, ma realisti e soprattutto preoccupati per il lungo silenzio osservato dai dirigenti cinesi sull’effettiva portata dell’ epidemia. Il Partito comunista, mantenendo il segreto per molte settimane, ha permesso che si creassero le condizioni affinché il Coronavirus, partendo dall’ Hubei e da Wuhan, venisse esportato pericolosamente in tutti gli altri Paesi. Una tale scorrettezza, non nuova negli Stati ad impronta autoritaria, ha fatto perdere del tempo prezioso a livello internazionale e ritardato le opportune misure che i vari Stati avrebbero potuto intraprendere. Infatti, le frontiere sono rimaste aperte, mentre milioni di persone viaggiavano da e per la Cina portando in giro il Covid-19 per il mondo». A quel punto viene ribattuto al politologo che anche l’Oms sembrerebbe essersi mossa in ritardo, nonostante i numeri dell’epidemia facessero già preoccupare a gennaio, ma Chang a riguardo specifica: «La Cina ha influenzato negativamente la stessa OMS. I responsabili di quell’organismo hanno fatto chiarezza tardivamente sulla vera natura del virus e sul pericolo che esso avrebbe fatto correre all’intera umanità. Anzi, si sono mossi quando eravamo già finiti nel burrone».

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